27 Settembre 2020 - 08:45

Mirabelli (Pd): “Non aspettiamo il 2019 per eliminare slot e scommesse dagli esercizi pubblici”

“In questa legislatura si è molto lavorato per una riforma complessiva del gioco e si sono prodotti, con la finanziaria 2015, provvedimenti importanti. Ma il documento che il governo scorso

11 Gennaio 2017

Print Friendly, PDF & Email

“In questa legislatura si è molto lavorato per una riforma complessiva del gioco e si sono prodotti, con la finanziaria 2015, provvedimenti importanti. Ma il documento che il governo scorso ha proposto alla conferenza stato-regioni contiene misure e proposte che possono davvero avviare nel nostro Paese una nuova stagione in cui si riducono domanda e offerta di gioco, si tolgono da subito – senza aspettare il 2019 – slot e scommesse dai locali pubblici, dai bar e dai tabaccai, si impongono regole chiare a tutela dei giocatori per prevenire le ludopatie, si interviene per garantire la legalità e combattere le organizzazioni criminali che usano il gioco per riciclare e alimentare l’usura e si potenziano assistenza e cura delle patologie prodotte dal gioco”.

Ad affermarlo è il senatore del Pd Franco Mirabelli, relatore al Senato del ddl di riordino complessivo del settore giochi.

“Quel documento dopo un anno di discussione nella conferenza stato-regioni è stato migliorato e integrato positivamente e può garantire – continua Mirabelli – una collaborazione positiva tra stato e enti locali, riconoscendo a comuni e regioni la possibilità di porre limiti e regole alle sale gioco. Sarebbe davvero una occasione persa lasciar cadere quella riforma insieme alla legislatura e deludere i tanti che guardano con favore alle scelte più volte annunciate”.

 

“Credo ci siano le condizioni per chiudere al più presto l’accordo in conferenza stato-regioni e tradurlo in un decreto che consenta di concludere ciò che lo scorso governo ha iniziato e oggi può essere definito.

Spero che, già nei prossimi giorni, sia il governo, sia la rappresentanza delle regioni possano dire parole chiare e concretizzare l’impegno a ridurre, controllare e regolare il gioco.

Senza questo passaggio- conclude il senatore democratico – tutto sarà rinviato e, nella prossima legislatura si dovrà ricominciare da capo, perdendo altro tempo e ritardando colpevolmente quel riordino del settore che serve per combattere le ludopatie, chiarire il ruolo degli enti locali e dare certezze agli operatori”.

PressGiochi