27 Settembre 2020 - 15:10

Mirabelli (Pd): “Accordo con le Regioni parte da una riduzione del gioco privilegiando l’offerta nelle sale dedicate”

“Dalla conferenza Unificata usciranno delle proposte che saranno determinanti nella gestione del problema del gioco patologico e per il futuro del comparto del gioco pubblico. Ritengo possa esserci una condivisione

15 Luglio 2016

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“Dalla conferenza Unificata usciranno delle proposte che saranno determinanti nella gestione del problema del gioco patologico e per il futuro del comparto del gioco pubblico. Ritengo possa esserci una condivisione forte tra Regioni e Governo sulla necessità di diminuire l’offerta e la domanda di gioco complessivamente sul territorio”.

Lo ha dichiarato a PressGiochi il senatore del Pd Franco Mirabelli commentando i temi affrontati nel convegno dal titolo ‘Gioco e Territorio’ che si è tenuto oggi a Perugia.

 

“Occorre tradurre questo principio – ha spiegato il senatore – nei fatti anche se già con la legge di Stabilità 2016 si è fatto un passo in avanti prevedendo una riduzione significativa della presenza di giochi nei locali pubblici. Bisogna verificare se uno dei punti di accordo con gli Enti locali può essere legato alla possibilità di una ulteriore e complessiva riduzione del gioco nel locali privilegiando l’offerta in luoghi più controllati e dedicati come sono le gaming hall.

Su questo aspetto sono convinto si possa arrivare con le Regioni ad avviare una interlocuzione che possa  portare a definire la questione degli orari e delle distanze dentro un ragionamento significativo di riduzione dell’offerta di gioco nei luoghi meno adibiti.

La questione che ci si pone è se lo Stato possa permettersi di fare a meno degli introiti erariali derivanti dalla raccolta del gioco negli esercizi pubblici e dell’importanza dell’impatto di questa scelta in termini di riduzione del gioco patologico.

 

Sicuramente l’intervento fatto qualche anno fa di aumentare il numero di Awp e di altri sistemi di gioco nei luoghi pubblici è stata una scelta che ha aumentato il problema di diffusione delle patologie legate al gioco. Il fatto di avere in questi luoghi controlli molto ridotti ha condotto anche ad un coinvolgimento nel gioco spesso dei minorenni. Se vogliamo diminuire domanda e offerta di gioco si deve inevitabilmente andare in un’altra direzione.

Da un punto di vista erariale, invece, già con la legge di Stabilità 2016 abbiamo messo in conto il fatto che nei prossimi anni si debba contare su minori entrate provenienti dal gioco d’azzardo, entrate in maniera significativa. Credo che dobbiamo ridurre l’offerta nei locali pubblici per una questione di salute pubblica, questo aspetto deve prevalere sulle questioni erariali. Per questo dovremo progressivamente sostituire quelle entrate con altre.

 

 

Dal lavoro della Commissione Antimafia realizzato negli ultimi mesi e concluso la scorsa settimana, emerge il tema della necessità di una legge complessiva di riordino del gioco motivato sia con la necessità di ridurre domanda e offerta ma anche con la questione di fornire una maggiore garanzia di legalità in un settore in cui l’illegalità rappresenta un rischio più che concreto. Si tratta di intervenire attraverso un rafforzamento delle normative antiriciclaggio e delle politiche antimafia, ad esempio verificando la provenienza dei capitali che entrano nelle società sia concessionarie che di gestione del gioco, perché è evidente che il rischio di una infiltrazione della criminalità organizzata che usi il gioco d’azzardo per riciclare i propri guadagni illeciti sia un tema importante; occorre mettere in campo una serie di strumenti che impediscano che il gioco diventi esso stesso uno strumento di riciclaggio e potremo farlo controllando le quantità di denaro giocato e l’entità delle vincite, garantendo l’identificazione delle persone che giocano quantità di denaro esagerate; c’è il tema di garantire il gioco legale da una serie di installazioni illegali, come totem ed altro, che mettono in discussione la libera concorrenza; c’è il problema di individuare strumenti di controllo efficaci sugli esercizi e sulle gaming hall per garantire che gli strumenti del gioco siano a norma. Su tutto questo c’è nel lavoro della commissione Antimafia anche la volontà di partire dalle indagini che si sono sviluppate in questi anni con considerazioni e proposte sicuramente utili.

 

Infine, – conclude Mirabelli -, la filiera e gli operatori del gioco pubblico possono contribuire a disincentivare il pericolo del gioco patologico. Lo Stato deve normare anche questo aspetto perché si può fare molto rispetto a vari elementi, come la riduzione delle somme giocabili, l’aumento dei tempi di gioco tra una giocata e l’altra, l’introduzione di alcune tutele – gia presenti nel gioco online – che stabiliscono tetti al di sopra dei quali non si può giocare e che intervengono anche sulla possibilità di rigiocare le vincite. Ci sono vari strumenti che possono essere adottati per evitare che le persone si rovinino con questo tipo di attività, ricordando che quello della tutela dei cittadini e della salute pubblica debba rimanere il tema principale verso cui indirizzare qualsiasi politica in questo settore”.

 

PressGiochi