23 Ottobre 2020 - 23:39

Milano. Baretta (Mef): “Non vogliamo una riforma dei giochi proibizionista, la nostra è una linea riformista”

Dalla nostra inviata a Milano – Le conclusioni del convegno di oggi al “Pirellone” di Milano dal titolo “Regolamentare il gioco. Ridurre la domanda e l’offerta, salvaguardare le persone”, organizzato

06 Marzo 2017

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Dalla nostra inviata a Milano – Le conclusioni del convegno di oggi al “Pirellone” di Milano dal titolo “Regolamentare il gioco. Ridurre la domanda e l’offerta, salvaguardare le persone”, organizzato dal Partito Democratico della Lombardia e dal gruppo Senatori Pd, sono state affidate al Sottosegretario del Ministero delle Economie e Finanze, Pier Paolo Baretta.

“Bisogna partire da una presa d’atto – ha dichiarato il sottosegretario delegato ai gicohi – nella diffusione del gioco per varie ragioni c’è stata un esplosione superiore anche a un equilibrio possibile di mercato. Questo elemento ci obbliga a dire che è necessario intervenire per razionalizzare, un concetto che presuppone anche di assumere un atteggiamento di equilibrio. Il governo ha messo all’ordine del giorno il tema, ma ovviamente non è facile. Sono due anni che continuo a riportarlo all’ordine del giorno. L’approccio del governo nel tentativo di fare una riforma non è quello di portare avanti una linea proibizionista. Il gioco è parte della vita e ci può essere una dimensione normale del gioco. Non vogliamo una linea proibizionista anche perché c’è il rischio del predominio della malavita organizzata. La nostra è una linea riformista”.

 

 

“La riforma quindi procede per gradi – ha proseguito Baretta -. In questa riforma non risolveremo tutto il problema del gioco, ma una volta che si intraprende una strada poi si faranno anche altri passi in avanti. In questa riforma non ci occuperemo di online, ma so che è un problema. Se facciamo qualcosa oggi per l’online, rischieremmo di non fare più niente con le slot che sono la base del problema. Adesso ci concentriamo su questo primo passaggio: offerta e distribuzione del gioco. In questa ottica bisogna provare a fare una riforma che provi ad avere un po’ di omogeneità nazionale. Non tutti i comuni hanno preso provvedimenti e quindi il risultato che questa riforma riduca il potere dei comuni è errata. Se siamo fermi nel negoziato è perché non prenderemo provvedimenti senza averli negoziati con gli enti locali”.

 

 

Le distanze non riducono il volume di gioco, ma lo spostano – ha continuato -. Dobbiamo gestire questa cosa perché non è una buona politica concentrare il gioco in alcuni luoghi che sono anche i più difficili. In quest’ ottica dobbiamo non solo curare, ma anche prevenire. Cosa fare per sostenere la prevenzione? Noi abbiamo pensato di ridurre l’offerta di gioco, quindi abbiamo fatto due proposte: ridurre slot e numero di punti gioco. Un’operazione robusta anche nei confronti del mercato che mette in conto anche una riduzione delle entrate. Non vogliamo discutere solo dal punto di vista quantitativo. Dobbiamo però riconvertire tutte le slot e controllarle da remoto. La tecnologia ci consente di fare alcune operazioni più semplici: per esempio, allungare tempi di giocata.  L’obiettivo è combattere la ludopatia, per la salute dei cittadini. La tecnologia ci consente di decidere la dimensione del controllo e fare anche un’operazione di sicurezza contro i rischi del taroccamento della macchina”.

 

“Ultimo punto la pubblicità. Abbiamo fatto un passo in  avanti nella scorsa legge di stabilità è inserito la proibizione dalle 7 alle 22 (nelle tv generaliste), ma non sono ancora soddisfatto. Il fatto che non esiste una legislazione europea coerente  (come per le sigarette) significa che ogni Stato deve muoversi a se. Qualche passo in avanti lo possiamo ancora fare. Personalmente sono anche a favore della totale proibizione della pubblicità del gioco, ma temo in un effetto drastico in assenza di una legislazione europea . Come Governo italiano vogliamo aprire un confronto su questo aspetto con l’Europa”.

“Faremo una intesa in Conferenza Unificata appena saremo pronti – ha concluso il sottosegretario Baretta -. È talmente importante questo accordo che è meglio approfondirlo ancora un po’, dovete aiutarci tutti in questo percorso”.

 

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