12 Settembre 2026 - 19:37

Mettiamoci in gioco: “Le nuove linee guida Agcom sul gioco responsabile sono un passo avanti. Ora niente scorciatoie”

La Campagna Mettiamoci in Gioco considera un passo importante le nuove indicazioni dell’AGCOM sulle campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo. Alcuni principi contenuti nel provvedimento – spiega

11 Agosto 2026

La Campagna Mettiamoci in Gioco considera un passo importante le nuove indicazioni dell’AGCOM sulle campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo.

Alcuni principi contenuti nel provvedimento – spiega l’associazione in una nota – vanno nella direzione che, insieme alle tante realtà impegnate nella prevenzione, nella cura e nella tutela delle persone, sosteniamo da tempo: la prevenzione non può trasformarsi in promozione dell’azzardo.

È significativo che AGCOM chieda che i messaggi abbiano una finalità chiaramente preventiva, escludendo elementi incentivanti, richiami all’offerta di gioco e un’eccessiva enfasi sui marchi. Ed è altrettanto importante che nella valutazione vengano considerati il contesto, la frequenza e la collocazione dei messaggi quando possono contribuire alla normalizzazione dell’azzardo.

Particolare attenzione viene inoltre rivolta ai minori, ai giovani e alle persone anziane e vengono introdotti riferimenti ai comportamenti che possono segnalare precocemente situazioni di rischio.

Sono passi avanti. Ma non bastano.

Come ha sottolineato l’on. Stefano Vaccari, occorre affrontare fino in fondo il nodo della pubblicità dell’azzardo. Condividiamo la richiesta che il ministro Giorgetti dia seguito concretamente all’iniziativa annunciata su questo terreno.

La Campagna lo ribadisce con chiarezza: non possiamo accettare che ciò che viene vietato come pubblicità possa rientrare dalla finestra attraverso sponsorizzazioni, sovraesposizione dei marchi, informazione solo apparentemente neutrale o campagne di “gioco responsabile”.

E proprio sul concetto di “gioco responsabile” occorre fare un ulteriore passo culturale. La responsabilità non può essere caricata soltanto sulla persona che gioca. Esiste anche una responsabilità di chi organizza, promuove e trae profitto dall’azzardo e delle istituzioni chiamate a regolamentarlo e a tutelare la salute dei cittadini.

Per questo condividiamo anche la necessità, richiamata da Vaccari, di disporre di studi seri, rigorosi e realmente indipendenti sui costi sociali dell’azzardo.

Non basta sapere quanto si gioca e quanto incassa lo Stato. Dobbiamo misurare quanto l’azzardo costa alle persone, alle famiglie, ai servizi sanitari e sociali e alle nostre comunità.

Mettiamoci in Gioco continuerà a vigilare e a chiedere che la tutela della salute venga prima degli interessi economici.

Perché l’azzardo non è un prodotto come gli altri. E non può essere comunicato come se lo fosse”.

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