22 Settembre 2020 - 15:16

Mettiamoci in gioco chiede il divieto totale della pubblicità e l’uso della tessera sanitaria

Presso la sede di Stampa Romana, nella giornata di ieri la Campagna Mettiamoci in gioco ha rilanciato due proposte di legge sul gioco e pubblicità. In particolare si continua a

26 Maggio 2016

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Presso la sede di Stampa Romana, nella giornata di ieri la Campagna Mettiamoci in gioco ha rilanciato due proposte di legge sul gioco e pubblicità. In particolare si continua a chiedere divieto assoluto della pubblicità dell’azzardo e tessera sanitaria per contrastare la dipendenza e il riciclaggio. Don Armando Zappolini: “Chiediamo due provvedimenti che non prevedono oneri per la casse dello Stato”.

 

In primo luogo, la Campagna ritiene che i limiti alla pubblicità del gioco d’azzardo recentemente approvati in Parlamento siano solo un primo passo e chiede che, per la sua pericolosità sociale, la pubblicità di questi giochi sia vietata in modo assoluto. A tal proposito sul sito della Campagna saranno attivi due timer riferiti ai disegni di legge che prevedono tale divieto presentati rispettivamente il 15 luglio 2015 alla Camera dei deputati da Lorenzo Basso e il 27 luglio 2015 al Senato da Giovanni Endrizzi. I timer indicheranno i giorni che passano senza veder approvati questi disegni di legge.

 

“Il divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo e l’uso della tessera sanitaria per giocare sono due provvedimenti che permetterebbero davvero di incidere sulle principali criticità del fenomeno- ha spiegato per l’occasione Don Armando Zappolini -. Certamente, sarebbe necessario che Parlamento e Governo si impegnassero realmente e urgentemente per approvare una legge quadro di regolamentazione del settore. Nell’attesa, durata già troppo, si potrebbe cominciare con queste due innovazioni, che – lo sottolineiamo – non comportano alcun onere per le casse dello Stato.

 

In secondo luogo, la Campagna propone di prevedere l’uso della tessera sanitaria per poter giocare. Ciò avrebbe diversi e rilevanti vantaggi: ridurrebbe fortemente l’accesso dei minorenni al gioco d’azzardo; permetterebbe di tracciare i flussi finanziari, dando un colpo durissimo al fenomeno del riciclaggio; consentirebbe di escludere dal gioco le persone dipendenti che dichiarano una tale volontà oppure ne sono obbligati dall’autorità giudiziaria.

PressGiochi