“Con questa proroga, signor Presidente, si è introdotta anche una modifica ai criteri per la determinazione del gioco fisico e, guarda caso, quello che scompare sono i termini “diminuzione della
“Con questa proroga, signor Presidente, si è introdotta anche una modifica ai criteri per la determinazione del gioco fisico e, guarda caso, quello che scompare sono i termini “diminuzione della distanza” e “riduzione dell’offerta di giochi”, in cambio di una parola che si limita a una generica “revisione”. Noi continuiamo a pensare che, sul tema dei giochi, sia importante, invece, definire un sistema imperniato sul diritto alla salute delle persone, per una lotta conseguente alla dipendenza patologica da gioco e anche alla criminalità organizzata.
Questa modifica, quindi, per quanto riguarda la revisione dei limiti di giocata e di vincita va aggiornata in funzione della prevenzione sanitaria, che è il senso di questo emendamento, così come chiediamo – sempre con questo emendamento – che le procedure di autoesclusione dal gioco siano con tempi non superiori e con adempimenti non dissimili da quelli di registrazione nelle piattaforme e nei punti di distribuzione dei giochi. Chiediamo anche l’istituzione di un Registro nazionale di autoesclusione dalla partecipazione in qualsiasi forma ai giochi con vincita in denaro, un registro tenuto dal Servizio sanitario nazionale che dà comunicazione dei nominativi all’Agenzia delle dogane e dei monopoli per i seguiti tecnici, ovviamente nell’assoluta garanzia di rispetto della privacy.
Aver spostato, nel vostro impianto, dal Ministero della Salute alla Presidenza del Consiglio in un generico Fondo per la lotta alle dipendenze il tema prioritario della salute in relazione ai giochi lo riteniamo un fatto grave; da qui la proposta che avanziamo con questo emendamento”.
Così l’onorevole Merola (PD) presenta l’emendamento 1.8 a sua firma per il DDL “Modifiche alla legge 9 agosto 2023, n. 111, recante delega al Governo per la riforma fiscale”, che è stato poi respinto sia dal Governo che dalla Camera.
A sostegno del medesimo emendamento interviene anche l’onorevole Iaria (M5S): “Intervengo proprio su questo emendamento che noi crediamo sia molto importante e dispiace che probabilmente non sarà approvato perché quello delle distanze, quello delle sale slot, quello delle aree preposte al gioco e alle scommesse sono temi che le città, molte città hanno affrontato, anche perché questa problematica incide moltissimo sulla qualità della vita dei quartieri dove queste sale slot, queste attività vengono insediate. Si è fatta una battaglia in passato, l’abbiamo fatto anche a Torino, che per un periodo è stata anche vinta; poi, purtroppo, sono state cambiate queste regole per cui le distanze dalle scuole, dalle attività sociali erano importanti nel delimitare i vincoli per poter poi approvare le licenze sulle sale giochi.
Da questo punto di vista l’arretramento verso questo tipo di attività è un fatto che non aiuta a combattere il degrado di alcune periferie. Io faccio parte della Commissione d’inchiesta sul degrado delle periferie; è chiaramente una delle problematiche lo sviluppo di queste sale giochi che, alla fine, non portano un valore aggiunto ai quartieri, anzi identificano il quartiere come un posto dove le attività più consone o quelle che possono nascere vengono poi compromesse”.
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