Nel corso della discussione in Aula sulle mozioni dedicate al gioco pubblico, il deputato Virgilio Merola ha criticato l’impostazione del Governo sul processo di riforma del settore, sollevando dubbi sui
Nel corso della discussione in Aula sulle mozioni dedicate al gioco pubblico, il deputato Virgilio Merola ha criticato l’impostazione del Governo sul processo di riforma del settore, sollevando dubbi sui tempi e sulla tenuta complessiva della delega legislativa in scadenza.
Secondo Merola, la mozione in discussione rappresenta soprattutto “un modo per chiedere informazioni al Governo” in vista della scadenza di fine agosto della delega: “possiamo quindi scommettere che ci sarà un’altra proroga rispetto al completamento della riforma”, ha affermato, sottolineando come all’interno della maggioranza permangano divisioni profonde sul tema.
È stato, a mio avviso, un errore separare la riforma tra gioco fisico e gioco online. Per questo chiediamo di sapere se è prevista una nuova proroga: sarebbe un fatto grave, sia per le famiglie che affrontano problemi legati al gioco patologico, sia per gli operatori del settore.
Le mozioni presentate evidenziano una domanda politica fondamentale: qual è la posizione reale della maggioranza? Esiste una proposta condivisa?
Faccio una previsione: vedremo al 26 agosto se sarete in grado di evitare un ulteriore rinvio di una riforma così importante. La riformulazione proposta dal Governo è vaga e generica e non risponde alle richieste avanzate dal Partito Democratico. Questo dimostra l’incapacità di affrontare i nodi del settore in modo chiaro, senza demagogia o populismo.
Serve ridurre il numero dei punti di gioco fisico, che oggi sono eccessivi e non aiutano a contrastare il gioco patologico. Va definito con chiarezza il ruolo degli enti locali e dei Comuni, che devono essere valorizzati e non marginalizzati. Inoltre, la compartecipazione dei Comuni ai ricavi del gioco non è accettabile, perché rischia di creare un conflitto di interessi.
Si potrebbe invece valutare una compartecipazione legata all’IRPEF, che consenta ai Comuni di avere risorse per affrontare le conseguenze sociali del gioco patologico. È necessario rafforzare i controlli sulle giocate per proteggere i cittadini più vulnerabili, introdurre un divieto di pubblicità, anche indiretta, e potenziare la lotta alle mafie per evitare infiltrazioni nel settore.
È chiaro che il Partito Democratico chiede un cambio di paradigma: la priorità deve essere la tutela della salute pubblica, non la massimizzazione del gettito fiscale.”
PressGiochi






