Il progetto di Regolamento per le sale da gioco di Melilla prosegue il suo iter, in parallelo a quello relativo ai casinò, introducendo importanti novità nella gestione delle macchine ricreative
Il progetto di Regolamento per le sale da gioco di Melilla prosegue il suo iter, in parallelo a quello relativo ai casinò, introducendo importanti novità nella gestione delle macchine ricreative di tipo B. L’obiettivo è rafforzare il controllo, la sicurezza e la tracciabilità tecnologica del settore.
Tra le principali innovazioni figura l’obbligo di interconnessione delle macchine tramite server centrali all’interno di ciascun esercizio. Questo sistema consentirà la gestione di jackpot o premi condivisi tra più apparecchi dello stesso locale, e anche tra sale appartenenti allo stesso operatore nella città, migliorando il controllo operativo e la supervisione del gioco.
Il progetto prevede inoltre l’introduzione obbligatoria di sistemi di controllo degli accessi all’ingresso delle sale, collegati al registro dei soggetti esclusi dal gioco, eliminando così l’ingresso senza previa identificazione. Vengono aggiornati anche alcuni parametri tecnici, come i limiti di puntata e le vincite massime per partita, che varieranno in base alla tipologia di macchina.
Per quanto riguarda il ritorno al giocatore (RTP), il regolamento stabilisce una percentuale minima compresa tra il 70% e il 75% del totale delle somme giocate su base statistica, contribuendo a definire un quadro normativo più omogeneo per questi dispositivi. Sono inoltre introdotte regole più stringenti per le aree dedicate alle scommesse sportive all’interno delle sale, con requisiti specifici in termini di superficie.
Il testo include anche misure di tutela rivolte alle categorie vulnerabili. Tra queste, l’introduzione di una distanza minima – compresa tra 150 e 300 metri – da scuole, biblioteche e spazi giovanili, nonché distanze obbligatorie tra le stesse sale da gioco per evitare concentrazioni eccessive in determinate aree.
Un impianto che presenta diversi punti di contatto con l’evoluzione normativa italiana, dove il tema del controllo degli accessi e della tutela dei soggetti vulnerabili è da tempo al centro del dibattito regolatorio. In Italia, infatti, l’adozione di sistemi di identificazione all’ingresso delle sale, il collegamento degli apparecchi alla rete telematica per il monitoraggio centralizzato e l’introduzione di distanze minime dai luoghi sensibili rappresentano elementi già consolidati, seppur con differenze applicative tra le diverse Regioni. Anche sul fronte della trasparenza e della tracciabilità tecnologica, il modello delineato da Melilla sembra muoversi in linea con le direttrici già intraprese dal nostro legislatore.
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