Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha trasmesso al Parlamento la prima relazione ufficiale sul settore dei giochi pubblici prevista dall’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024,
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha trasmesso al Parlamento la prima relazione ufficiale sul settore dei giochi pubblici prevista dall’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, che, come anticipato in esclusiva da PressGiochi, è aggiornata ai dati 2025 e costituisce il primo adempimento del nuovo impianto normativo. Il documento, inviato con lettera a firma del ministro Giancarlo Giorgetti, fotografa l’andamento del comparto in tutte le sue principali componenti.
Secondo quanto emerge dalla relazione, il sistema italiano dei giochi pubblici continua a fondarsi su due pilastri ordinamentali: la riserva legale statale, che attribuisce allo Stato la definizione delle tipologie di gioco e dei luoghi autorizzati, e il modello concessorio, attraverso cui l’amministrazione affida la gestione a operatori privati selezionati tramite gara pubblica europea, nel pieno rispetto della normativa comunitaria.
Il documento richiama inoltre le basi storiche del sistema, riconducibili al decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, che ha istituito la riserva statale sull’organizzazione e l’esercizio dei giochi con vincita in denaro. Un modello che, secondo il MEF, continua a garantire il bilanciamento tra controllo pubblico e gestione esternalizzata, con lo Stato che mantiene poteri di vigilanza e indirizzo sull’intero comparto.
La relazione evidenzia poi la struttura della raccolta, articolata su due canali principali: la rete fisica tradizionale e il gioco a distanza, sviluppato a partire dalla legge comunitaria del 2008. Proprio il comparto fisico viene descritto come attraversato da una fase di transizione, condizionata da un contesto regolatorio sempre più frammentato.
Il MEF sottolinea infatti come, a partire dal 2013, Regioni e Comuni abbiano introdotto una pluralità di norme e regolamenti su localizzazione e orari degli esercizi di gioco, determinando un quadro disomogeneo sul territorio nazionale. Tale frammentazione ha inciso anche sulla programmazione delle reti concessionarie, contribuendo in alcuni casi al rinvio o alla mancata indizione di gare pubbliche.
A supporto di questa ricostruzione vengono richiamati i pareri del Consiglio di Stato n. 1068/2019 e n. 1057/2019, nei quali viene evidenziata la difficoltà di definire reti distributive coerenti in presenza di vincoli territoriali variabili e non uniformi.
Secondo il Ministero, questa situazione rende complessa la pianificazione delle nuove concessioni su rete fisica, soprattutto in assenza di un’intesa politica nazionale sui criteri di distanza e sugli orari di esercizio. Solo il superamento di tale nodo regolatorio – si legge nel documento – potrà consentire l’indizione di nuove gare e la definizione di un quadro stabile, in grado di garantire certezza normativa, tutela dei giocatori, presidio della legalità e adeguate entrate erariali.
La relazione si chiude con il riepilogo delle attività svolte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel 2025, con focus su controlli, contrasto all’illegalità, tutela dell’utenza e andamento dei diversi segmenti del gioco pubblico.
PressGiochi
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