28 Settembre 2020 - 23:20

Maxioperazione Dia “Alchemia”: 42 arresti a soggetti attivi anche nella gestione delle sale giochi e piattaforme online

Nella giornata odierna, a conclusione di complesse e articolate indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte ed in altre Regioni del nord Italia,

19 Luglio 2016

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Nella giornata odierna, a conclusione di complesse e articolate indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte ed in altre Regioni del nord Italia, sono state eseguite dalla Polizia di Stato e dalla D.I.A. 42 misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, a carico di soggetti, indagati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa.

Le investigazioni hanno disvelato il grande interesse degli appartenenti alle citate consorterie della ‘ndrangheta per diversi settori “strategici”, quali il movimento terra, l’edilizia, l’import-export di prodotti alimentari, la gestione di sale giochi e di piattaforme di scommesse on line, la lavorazione dei marmi, autotrasporti, smaltimento e trasporto di rifiuti speciali, con l’individuazione di società intestate a prestanome.

 

 

L’inchiesta, denominata”Alchemia”, si è sviluppata in due fasi operative: una, condotta dal Centro Operativo D.I.A. di Genova, collaborato dai Centri Operativi di Reggio Calabria e Roma,  l’altra, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalla Squadra Mobile di Genova e di Reggio Calabria nonché dalla Squadra Mobile di Savona.

Affiliati alla cosca cittanovese operanti in Liguria hanno confermato il loro profilo di pericolosità e di solido collegamento con la “casa madre”, evidenziando ancora una volta il rilevante ruolo della Liguria nelle dinamiche e negli interessi della ‘ndrangheta nel Nord Italia.

Sono state comprovate relazioni con esponenti della politica reggina, anche a livello nazionale, funzionali ad un reciproco scambio di favori, che hanno confermato l’interesse che le cosche hanno nel coltivare le indispensabili connessioni con il mondo politico. Altri rapporti intrattenuti con le medesime finalità sono stati riscontrati con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria di Reggio Calabria.

 

E’ stato, infine, eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di nr.21 società, riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in una quarantina di milioni di euro.

PressGiochi