20 Settembre 2020 - 18:42

Baroni (M5S) su modifica legge in Piemonte: “La Regione avrebbe dovuto ascoltare gli operatori”

Massimo Enrico Baroni del Movimento 5 Stelle commenta le scelte fatte sulla legge del distanziometro in Piemonte, spiegando: “Durante la pubblicazione del Decreto Dignità, che vieta la pubblicità sul gioco

19 Giugno 2020

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Massimo Enrico Baroni del Movimento 5 Stelle commenta le scelte fatte sulla legge del distanziometro in Piemonte, spiegando: “Durante la pubblicazione del Decreto Dignità, che vieta la pubblicità sul gioco d’azzardo, legge che nonostante siamo in un paese di cultura liberale è stata molto seguita, c’è stata una discussione con la maggioranza relativamente all’applicazione del distanziometro di 500 metri su una legge nazionale. Il timore è stato quello di non poter realizzare un 500 metri, perché per esempio, in una zona come Roma è stato applicato un 350 metri e un 150 metri, altrimenti tutte le sale sarebbero dovute essere spostate fuori  dal Raccordo Anulare. In Piemonte è stata fatta un’altra scelta, ovvero ogni sala all’interno del raggio di 500 metri da un punto sensibile dovrà traslocare. La legge ha fatto diminuire la cifra del “giocato” di mezzo miliardo di euro, ma le persone appena si accorgeranno dell’aumento nel gioco d’azzardo e dell’espandersi della forbice tra persone benestanti e chi giocando si è impoverito si inizieranno a fare domande sulle soluzioni adottate.

 

Il problema della Regione è stato quello di non intraprendere una conversazione con gli imprenditori, che andavano ascoltati e seguiti caso per caso, perche c’è l’imprenditore ricco che ha varie sedi e può traslocare, mentre chi al contrario non se lo può permettere e deve essere tutelato.

Non credo che così si faccia il bene di nessuno, perché non si utilizza la razionalità. Nel periodo del lockdown, tutti si aspettavano un trasferimento del gioco d’azzardo sulle piattaforme online, invece i dati dicono il contrario e quindi questi dati vanno analizzati e va’ fatto un ragionamento su cosa ha portato gli italiano a giocare di meno”.

 

 

PressGiochi