Marasco (Logico): “L’Italia già tra i sistemi più avanzati nella tutela del giocatore”
Dopo aver ottenuto il via libera degli organismi nazionali di normazione europei ed essere stato formalmente pubblicato dal Comitato Europeo di Normazione (CEN), lo standard EN 18144 sui ‘Markers of Harm’ nel gioco d’azzardo approda ora anche in Italia attraverso il recepimento da parte di UNI, l’Ente Italiano di Normazione.
Come riporta un articolo di approfondimento sulle pagine di PressGiochi MAG – il percorso che ha portato all’adozione della norma è iniziato nel 2022 su proposta dell’European Gaming and Betting Association (EGBA) e ha coinvolto per oltre tre anni operatori del settore, autorità pubbliche, organismi di regolazione, ricercatori universitari ed esperti di prevenzione del gioco problematico. Il risultato è il primo standard europeo dedicato all’identificazione precoce dei comportamenti di gioco potenzialmente a rischio.
Lo standard EN 18144 rappresenta il primo documento europeo di questo tipo dedicato all’industria del gioco e definisce nove principali ‘marker of harm’, ovvero indicatori comportamentali che possono aiutare gli operatori a identificare tempestivamente situazioni di rischio prima che evolvano in forme di gioco problematico.
Uno strumento volontario che si affianca alle discipline nazionali esistenti. In alcuni Paesi, infatti, determinati indicatori potrebbero non essere applicabili qualora risultassero in contrasto con la legislazione locale. Ma la vera novità risiede nel fatto che per la prima volta, gli operatori e i regolatori dispongono di un linguaggio comune per descrivere e analizzare in modo uniforme i comportamenti di rischio nel gioco online.
Lo standard individua nove categorie principali di indicatori comportamentali che consentono agli operatori di riconoscere tempestivamente possibili situazioni di rischio:
L’ITALIA FA SCUOLA
In questo senso, l’Italia può essere considerata tra i Paesi più avanzati in Europa sul fronte della tutela del consumatore nel gioco online. Con il decreto legislativo n. 41 del 2024, che ha riordinato il settore del gioco a distanza, il legislatore ha infatti rafforzato gli obblighi in materia di gioco responsabile, prevedendo strumenti quali limiti di deposito e di spesa, meccanismi di autoesclusione, monitoraggio dei comportamenti di gioco e sistemi di individuazione precoce delle situazioni di rischio. Molti degli indicatori individuati dallo standard europeo – come l’andamento dei depositi, le perdite accumulate, la durata delle sessioni di gioco o l’utilizzo degli strumenti di protezione – risultano quindi già coerenti con l’impianto regolatorio italiano.
Big europei già allineati allo standard
La norma EN 18144 non introduce infatti strumenti completamente nuovi ma contribuisce soprattutto a definire un linguaggio comune e una metodologia condivisa a livello europeo per l’analisi dei comportamenti di rischio, favorendo una maggiore armonizzazione tra le diverse giurisdizioni nazionali.
In realtà, molti dei principali operatori europei utilizzano già da anni sistemi avanzati di analisi comportamentale basati su indicatori molto simili a quelli oggi codificati dalla norma EN 18144. Gruppi come Flutter Entertainment monitorano variazioni nei depositi, frequenza e intensità di gioco; Kindred Group ha sviluppato sistemi di rilevazione precoce fondati su algoritmi di machine learning; mentre Betsson Group ed Entain utilizzano da tempo modelli che analizzano perdite, durata delle sessioni, attività notturna e altri segnali di rischio.
Un aspetto centrale dello standard EN 18144 è che non definisce le soglie operative che devono determinare l’intervento dell’operatore. La norma individua infatti una serie di indicatori comportamentali potenzialmente associati a situazioni di rischio, ma non stabilisce quando tali indicatori debbano essere considerati critici.
Ad esempio, lo standard riconosce come possibili markers of harm l’aumento della frequenza o dell’importo dei depositi, l’accumulo di perdite nel tempo e il gioco svolto in orari notturni. Tuttavia, non specifica dopo quanti depositi debba essere attivata un’azione di tutela, quale livello di perdita economica debba essere considerato preoccupante o quale durata delle sessioni di gioco possa essere ritenuta problematica.
Questo lascia agli operatori ampio margine nell’implementazione pratica delle azioni.
Nell’ambito della delegazione nazionale formalmente designata ai lavori tecnici presso il CEN, l’associazione LOGiCO ha rappresentato l’Italia in qualità di membro UNI. Incontriamo il presidente Moreno Marasco per scoprire come sono andati i lavori e quale contributo specifico ha fornito il nostro Paese.
“Il processo di elaborazione della EN 18144 – spiega Marasco a PressGiochi – è stato pluriennale e ha coinvolto un ampio confronto tra stakeholder istituzionali, regolatori, operatori e comunità scientifica a livello europeo. L’Italia, attraverso UNI e il contributo di LOGiCO nell’ambito della delegazione nazionale, ha partecipato ai lavori tecnici portando l’esperienza del sistema regolato italiano all’interno del dibattito europeo. Si tratta di un riconoscimento significativo del ruolo che il mercato regolamentato italiano e le sue rappresentanze tecniche possono svolgere nella definizione di standard europei basati su evidenze e best practice condivise”.
Molti operatori affermano di monitorare già oggi i principali indicatori comportamentali previsti da EN 18144. A che punto sono oggi gli operatori italiani nell’adozione di strumenti di analisi comportamentale per l’individuazione precoce dei comportamenti di gioco a rischio?
“Lo standard non ha natura prescrittiva, ma rappresenta una linea guida basata su best practice condivise a livello europeo. In molti casi, gli standard tecnici riflettono pratiche già adottate dagli operatori più avanzati e contribuiscono a favorire convergenza e armonizzazione dei modelli di tutela del consumatore”.
L’adozione di EN 18144 richiederà investimenti aggiuntivi in tecnologia, analisi dei dati e formazione del personale per conformarsi allo standard?
“L’adeguamento allo standard non è un obbligo regolatorio, ma rappresenta un’evoluzione naturale per gli operatori che intendono rafforzare i propri strumenti di prevenzione e analisi comportamentale a tutela dei giocatori”.
Quale dei nove marker individuati ritiene oggi il più efficace nell’identificazione precoce dei comportamenti di gioco problematico?
“L’analisi dei comportamenti di gioco dovrebbe basarsi su un insieme integrato di indicatori, piuttosto che su segnali isolati. Questo approccio consente una valutazione più robusta del profilo di rischio e riduce il rischio di bias interpretativi”.
Ritenete che EN 18144 debba rimanere uno standard volontario o potrebbe essere opportuno che alcune delle sue disposizioni vengano integrate nelle future normative nazionali sul gioco online?
“La normativa italiana sul gioco a distanza già integra elevati standard di tutela del consumatore. La standardizzazione europea rappresenta un’opportunità per favorire maggiore coerenza e armonizzazione tra i diversi contesti regolatori”.
Lo standard introduce criteri comuni per identificare i comportamenti a rischio, ma non stabilisce soglie di intervento. È un punto di forza che lascia flessibilità agli operatori o un limite che rischia di produrre applicazioni molto diverse tra i vari mercati?
“La normativa italiana sul gioco a distanza già integra elevati standard di tutela del consumatore. La standardizzazione europea rappresenta un’opportunità per favorire maggiore coerenza e armonizzazione tra i diversi contesti regolatori”.






