04 Dicembre 2020 - 13:02

Marini (Ceo Admiral GN) a PressGiochi: “Nessun contagio mai registrato nelle nostre sale. Serve un approccio diverso al tema del gioco”

Negli anni abbiamo osservato che il settore del gioco segue un andamento ciclico rispetto all’economia del paese, per questo mi aspetto di tornare ai livelli precedenti quando l’economia nel suo complesso registrerà analoga ripresa.

05 Novembre 2020

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Il primo lockdown è costato al “settore dei giochi  circa il 40% di riduzione su base annua, ma per il solo segmento degli apparecchi da intrattenimento il calo della raccolta si attesterà sul 50% rispetto al 2019”.

Ma a questi dati andranno ad aggiungersi le perdite conseguenti alla nuova fase di chiusure che il gioco pubblico sta vivendo in queste settimane.

A parlarne con PressGiochi è Matteo Marini, Ceo di ADMIRAL Gaming Network in una intervista esclusiva rilasciata per PressGiochi Magazine.

 

“Molto impegno è stato profuso nella fase di riapertura, preparata nei minimi dettagli, a partire dalla definizione del protocollo di sicurezza che viene costantemente verificato nella sua attuazione da parte degli ispettori sul territorio. Ad oggi, fortunatamente, non abbiamo registrato casi di contagio del personale né nelle sale gestite dal Gruppo né nelle sale collegate ad AGN e gestite da terzi. Direi che è una conferma – semmai ce ne fosse bisogno – che il rispetto dei protocolli sanitari è fondamentale per evitare la diffusione del contagio.

Negli anni abbiamo osservato che il settore del gioco segue un andamento ciclico rispetto all’economia del paese, per questo mi aspetto di tornare ai livelli precedenti quando l’economia nel suo complesso registrerà analoga ripresa. Occorre ricordare però che l’anno si era aperto con misure che avevano compromesso l’andamento della raccolta già tra gennaio e febbraio: l’introduzione della tessera sanitaria e l’incremento della tassa sulle vincite per le VLT avevano già fatto registrare un -30% della raccolta, poi l’esplosione della pandemia ha fatto il resto”.

 

La situazione generata dal Covid-19 – continua Marini – è molto grave, non esistono precedenti pertanto credo si debbano giudicare positivamente i diversi tentativi di arginare l’infezione che svolgono i Governatori nelle varie realtà regionali. In verità, per quanto riguarda il settore del gioco la situazione è diversa in quanto c’è conoscenza dei fenomeni da parte delle autorità sanitarie e ampia letteratura internazionale sui metodi e le misure di contenimento dei problemi derivanti dal gioco compulsivo. Quindi non si tratta di inventarsi nulla ma di approcciare la questione con la giusta ‘serietà’ che il tema necessita. Ad esempio, è ormai acclarato da numerosi studi scientifici che sia il c.d. distanziometro (che lo ricordiamo nasce per evitare l’inquinamento elettromagnetico) non funziona per le dipendenze (non si capisce, infatti, perché una persona che soffre di una dipendenza sia ostacolata dal percorrere 500 metri…) così come è scientificamente acclarato come l’astinenza oraria da un qualsiasi oggetto di dipendenza non faccia altro che aumentare il ‘craving’ ovvero il desiderio incontrollabile di dare sfogo al proprio desiderio.

C’è dunque l’esigenza, come si diceva, di approcciare il tema con quegli strumenti che sono riconosciuti efficaci in termini di prevenzione così come già accade in altri paesi europei dove è provato siano efficaci”.

 

 

Leggi l’intervista integrale su PressGiochi Magazine

 

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