17 novembre 2019
ore 14:38
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Manovra. Valore Impresa al Governo: “A che gioco state giocando?”

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Manovra. Valore Impresa al Governo: “A che gioco state giocando?”

“La Manovra che il Governo si accinge a varare è iniqua, sproporzionata e del tutto inaccettabile perché destinata a provocare la scomparsa di migliaia di imprese che operano in un comparto strategico e delicato come quello del gioco pubblico”. Con queste parole il presidente di Valore Impresa, Gianni Cicero, denuncia la gravità delle misure in via di adozione da parte del Governo emerse dalla prima stesura della legge di bilancio 2020 approdata ieri al tavolo della Commissione europea.

“Nonostante il Ministro dell’economia abbia definito la manovra ‘una riforma per ridurre le tasse’ parlando di ‘discontinuità non solo nel merito ma anche nel metodo’ – prosegue Cicero – appare evidente come la manovra finisca per colpire, ancora una volta quello dei giochi e, in particolare, il segmento degli apparecchi da intrattenimento, con l’imposizione di un nuovo e ulteriore aumento della tassazione che porterebbe la pressione fiscale, già pari al 70 percento dei ricavi, a livelli definitivamente insostenibili per gli operatori: il valore più alto rispetto a qualunque altro settore dell’economia italiana, senza tener conto dell’ulteriore incidenza delle imposte dirette ed indirette e degli ulteriori balzelli già imposti quali il costo dei nulla osta degli apparecchi, l’iscrizione all’albo Ries ed il peso degli investimenti già effettuati anche di recente per adeguare gli apparecchi ai cambi regolamentari imposti dall’amministrazione.

“Il Governo – prosegue Cicero – deve rendersi conto che un ulteriore aumento della tassazione sugli apparecchi questa volta non porterebbe neanche benefici fiscali ma avrebbe soltanto conseguenze dannose. Dal collasso dell’intero sistema del gioco legale e dall’espulsione di un numero enorme di piccole e medie imprese che operano nella legalità con la conseguente perdita di posti di lavoro, non solo si creeranno disagi ulteriori rispetto a quelli che la manovra economica vorrebbe scongiurare, ma non si avrà neppure l’effetto di beneficio immediato per le casse dell’Erario visto che l’aumento del Preu produrrebbe gli effetti attesi solo in presenza di un valore della raccolta invariato rispetto all’attuale. Risultato per certo irraggiungibile alla luce della crisi del settore, anche in virtù della riduzione dei punti vendita in atto su più territori. Uno scenario che, come Valore Impresa, non possiamo accettare e che intendiamo condannare, battendoci fino all’ultimo istante affinché ciò non avvenga”.

Tutto questo, secondo Valore Impresa, andrà a compromettere l’ordine pubblico con l’apertura delle porte all’offerta illegale pronta a reimpossessarsi del territorio, come più volte denunciato dalla filiera. E quando questo si verificherà, saranno chiare ed evidenti le responsabilità e gli artefici di un tale sfacelo.

“Inutile continuale a perpetrare in modo strumentale e ipocrita la battaglia contro il ‘gioco d’azzardo’, perché non si tratta di questo. Le imprese che operano nel comparto del gioco legale lo fanno in nome e per conto dello Stato, in maniera sana, corretta e fortemente regolamentata. Non si può quindi continuare a lanciare strali contro il settore per poi utilizzarlo come autentico bancomat di Stato”, afferma Cicero. “E’ inaccettabile – conclude – dover assistere a questo tipo di decisioni dettate dalla non conoscenza che portano a pregiudicare la sussistenza di migliaia di imprese in Italia, e alla faccia della tutela dei piccoli”.

 

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