Il dibattito parlamentare alla Camera dei Deputati ha riservato spazio anche alla questione del gioco d’azzardo nella fase finale dell’esame della Legge di Bilancio. In questo contesto, due ordini del
Il dibattito parlamentare alla Camera dei Deputati ha riservato spazio anche alla questione del gioco d’azzardo nella fase finale dell’esame della Legge di Bilancio. In questo contesto, due ordini del giorno presentati sul tema sono stati sottoposti al voto dell’Aula, ma non hanno ottenuto il via libera, venendo respinti nel corso delle ultime votazioni che hanno preceduto l’approvazione definitiva.
Il primo a firma Andrea Quartini (M5S) e Stefano vaccari (PD) che chiedeva:
La Camera,
premesso che:
anche con il provvedimento all’esame vi è stata la scelta scellerata di aumentare l’offerta a disposizione dei giocatori per fare cassa e reperire risorse; più in particolare, è prevista l’introduzione di un nuovo «gioco numerico a totalizzatore nazionale» denominato Win For Italia Team, la cui quota di gettito erariale derivante dalla raccolta del gioco sarà destinato al «finanziamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano», in particolare per i progetti del Team Italia impegnato nei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026;
già nel 2024 era stata introdotta la quarta estrazione settimanale del Lotto per sostenere la ricostruzione della Romagna investita da una pesante alluvione: tutte offerte annunciate come temporanee e con uno scopo benefico, salvo poi diventare strutturali all’indomani dell’emergenza;
accostare l’azzardo ai colori dello sport e dei grandi eventi, oltre a rappresentare, ad avviso del firmatario del presente atto, un danno alla salute dei cittadini, compromette la cultura stessa dello sport, piegandone la valenza a fini puramente economici e comunque incompatibili con un’attività che produce dipendenza, fragilità sociali e gravi ricadute sulle persone e sulle comunità;
con la scorsa legge di bilancio, con fare, ad avviso del presentatore del presente atto, a dir poco scellerato, era stato cancellato l’Osservatorio sul gioco d’azzardo istituito presso il Ministero della salute, ed era stato distratto il Fondo dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico, inglobandolo con meno risorse in un generico fondo per le dipendenze patologiche;
la raccolta di gioco d’azzardo è ormai fuori controllo e la cifra record di 157 miliardi di euro di giocate registrata nel 2024, sarà presto superata dai dati del 2025;
il gioco d’azzardo patologico ha raggiunto in Italia proporzioni di emergenza sociale, coinvolgendo, secondo i dati epidemiologici 2024-2025, circa un milione e mezzo di cittadini, con un impatto devastante sulla tenuta socio-economica delle famiglie e un costo per il Servizio sanitario nazionale stimato in oltre 30.000 euro annui per ogni giocatore problematico;
la spinta verso la digitalizzazione del gioco online ha reso i minori e le fasce vulnerabili drammaticamente esposti a meccanismi di addiction sempre più aggressivi, eludendo spesso i già fragili sistemi di controllo territoriale;
la raccolta complessiva dei giochi d’azzardo nel corso del 2025 ha evidenziato una sproporzione inaccettabile tra i volumi d’affari del settore e il contributo fiscale effettivamente destinato alle politiche di prevenzione e cura delle dipendenze;
i dati sulla diffusione dell’azzardo da anni mostrano situazioni al limite e territori con crescite vertiginose di raccolta e quote pro capite fuori da ogni tollerabilità; inoltre ogni report degli istituti di ricerca, mostra come «normalizzato» il dato dell’accesso dei minori all’acquisto di forme di azzardo;
le attuali aliquote del prelievo erariale unico (PREU) risultano insufficienti a esercitare una reale funzione di deterrenza e non riflettono l’esternalità negativa prodotta dal comparto sull’intera collettività;
il progressivo indebolimento, e finanche la soppressione, delle disposizioni del cosiddetto «Decreto Dignità» con particolare riguardo al divieto assoluto di pubblicità, minacciano in maniera intollerabile e inaccettabile la protezione dei minori e dei soggetti a rischio;
non vi sono state ragioni epidemiologiche o di contrazione del fenomeno del gioco d’azzardo tali da indurre all’abrogazione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno dell’azzardo, per altro organo consultivo del Ministro della salute;
è dovere inderogabile dello Stato anteporre la tutela della salute pubblica di cui all’articolo 32 della Costituzione e la dignità umana a qualsiasi interesse aberrante di cassa o logica di mercato,
impegna il Governo
a rivedere le misure richiamate in premessa adottando le opportune iniziative normative volte a:
un incremento strutturale del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento (AWP e VLT) e sulle scommesse a distanza, innalzando sensibilmente l’aliquota della raccolta per gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del TULPS;
rafforzare il divieto assoluto di pubblicità diretta e indiretta per i giochi con vincita in denaro, contrastando qualsiasi tentativo di deroga o allentamento in sede nazionale ed europea, e prevedendo sanzioni pecuniarie e interdittive raddoppiate per i trasgressori;
rifinanziare in modo strutturale il Fondo per il gioco d’azzardo patologico (GAP) con una quota non inferiore a 200 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028, vincolando tali risorse all’implementazione di centri di ascolto, presidi SerD dedicati e campagne di screening precoce nelle scuole;
introdurre l’obbligo di sistemi di identificazione biometrica o tramite SPID/CIE per l’attivazione di qualsiasi sessione di gioco (sia fisica che online), al fine di impedire categoricamente l’accesso ai minori e ai soggetti che hanno richiesto l’auto-esclusione;
ridefinire l’Osservatorio nella sua composizione e nei propri ruoli e scopi: monitorare il fenomeno su panorama nazionale, verificare e monitorare i piani regionali di prevenzione uniformandone programmazione ed attuazione, produrre report di buone prassi ed efficacia evidence-based cui dare continuità nei territori regionali;
dotare gli esercizi commerciali di strumenti di accesso al gioco d’azzardo, come la tessera sanitaria, per una verifica dei dati personali che possa riguardare la maggiore età e l’autoesclusione, al fine di consentire anche il controllo incrociato da parte dell’Agenzia delle entrate e prevenire l’immissione di denaro proveniente da sistemi illeciti all’interno del gioco d’azzardo legale.
Il secondo ordine del giorno, anch’esso respinto dall’Aula, è stato proposto da Virgilio Merola del PD e relativo al monitoraggio dell’impatto economico, sociale e sanitario del gioco d’azzardo, rideterminazione del prelievo erariale unico e rafforzamento delle politiche di contrasto al gioco d’azzardo patologico.
Di seguito il testo della proposta:
La Camera,
premesso che:
il settore del gioco d’azzardo in Italia continua a manifestare dimensioni economiche di assoluta rilevanza, con una raccolta complessiva che, secondo dati dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) e analisi recenti, ha raggiunto circa 157 miliardi di euro nel 2024, con una crescita certificata e una significativa espansione del canale online (che supera il 58 per cento del totale);
il notevole volume d’affari del settore è accompagnato da un impatto sociale ed economico assai controverso, con un aumento preoccupante dei costi sanitari e sociali connessi al Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) e l’insorgenza di fenomeni di crisi debitoria e di infiltrazioni della criminalità organizzata, come evidenziato da numerose analisi e segnalazioni (incluse quelle di operazioni sospette che, secondo la UIF, mostrano un incremento nel primo semestre 2025);
il gettito derivante dalle imposte sui giochi nel periodo cumulativo tra gennaio e settembre 2025 ammonta a 7,06 miliardi di euro. Nel solo terzo trimestre, il settore ha registrato un gettito di circa 2,3 miliardi di euro;
per una corretta valutazione dell’impatto economico e sociale della regolamentazione e della pressione fiscale è indispensabile disporre di dati disaggregati e aggiornati che permettano di cogliere le significative disparità territoriali (con alcuni comuni che mostrano valori di giocata pro capite online ben superiori alla media nazionale) e di comprendere la reale ripartizione della ricchezza prodotta;
il disturbo da gioco d’azzardo patologico (GAP) è riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come una forma di dipendenza grave, con rilevanti ricadute sanitarie, sociali ed economiche sulle persone, sulle famiglie e sulle comunità locali;
negli ultimi anni il fenomeno del gioco d’azzardo ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti, richiedendo politiche pubbliche specifiche, continuative e dotate di adeguate risorse finanziarie, in particolare per le attività di prevenzione, cura e riabilitazione;
il Fondo per il gioco d’azzardo patologico, istituito nel 2016, ha rappresentato uno strumento fondamentale non solo sotto il profilo finanziario, ma anche sotto quello della programmazione e della visibilità istituzionale delle politiche di contrasto alla ludopatia, garantendo alle regioni risorse certe e vincolate;
la legge di bilancio per il 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha soppresso il Fondo autonomo per il GAP e l’Osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo, accorpandone le funzioni e le risorse in strumenti più ampi e generalisti, con il rischio di indebolire l’attenzione specifica verso questa forma di dipendenza;
il prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi AWP e VLT costituisce uno strumento idoneo non solo al finanziamento della finanza pubblica, ma anche all’orientamento delle politiche di contrasto ai rischi sociali connessi al gioco d’azzardo;
è importante incrementare le risorse destinate al contrasto del GAP per rafforzare l’equità del sistema, anche tenendo conto che sarebbe opportuno che i costi sociali del gioco d’azzardo gravassero sui proventi generati dal settore stesso;
una governance chiara e specializzata, incardinata presso il Ministero della salute e in raccordo con le regioni e gli enti locali, è essenziale per garantire l’efficacia delle politiche di prevenzione e cura,
impegna il Governo:
a valutare attentamente la portata applicativa delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 151 e 152, del provvedimento, che introducono un nuovo gioco numerico a totalizzatore nazionale denominato «Win for Italia Team», verificandone gli effetti complessivi, anche sotto il profilo delle ricadute sociali, sanitarie e territoriali, con particolare riferimento al rischio di incremento dei fenomeni di dipendenza da gioco d’azzardo;
a rideterminare le aliquote del prelievo erariale unico sugli apparecchi AWP e VLT, assicurando che le maggiori entrate derivanti siano integralmente destinate al finanziamento delle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione dal gioco d’azzardo patologico nonché al sostegno dei servizi territoriali delle regioni e delle province autonome;
a istituire e rendere pienamente operativo l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo presso il Ministero della salute, assicurando il coinvolgimento delle regioni, degli enti locali e delle associazioni operanti nel settore, nonché un adeguato coordinamento con le politiche sanitarie e sociali;
a rafforzare, anche attraverso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e in raccordo con l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia UIF e gli altri organismi competenti, la raccolta, l’elaborazione e la pubblicazione di dati aggiornati, disaggregati per territorio e per tipologia di gioco – con particolare riferimento al canale online al fine di consentire una valutazione puntuale dell’impatto economico, sociale e sanitario del settore del gioco d’azzardo sulle comunità locali, nonché degli effetti della regolamentazione e della pressione fiscale, anche in relazione ai fenomeni di indebitamento delle famiglie, alle disparità territoriali e ai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata, riferendo periodicamente alle Camere sugli esiti di tale monitoraggio.
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