14 ottobre 2019
ore 22:59
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Manifesto delle regioni contro il gioco. Per i sindaci lo Stato centrale non può limitare le politiche locali

Alla Prima Conferenza Nazionale sul Contrasto al Gioco d’Azzardo sono intervenuti i vari sindaci lombardi descrivendo le azioni nei loro comuni ed il rapporto tra Stato ed Enti locali nel contrasto al GAP. Il primo è De Paoli sindaco di Pavia. "Come prima cosa- dichiara- abbiamo fatto il censimento delle slot presenti sul territorio e abbiamo riscontrato una apparecchio ogni 104 abitanti, Purtroppo questo tipo di macchine sono frequentate soprattutto da studenti e anziani. Su 468 bar, 168 avevano le slot fino a sette macchine per bar. Il maggior numero di bar a Pavia è in centro, ma i bar con le slot sono soprattutto in periferia. Dopo questo censimento abbiamo deciso di introdurre l'ordinanza che ha limitato gli orari a sette ore giornaliere dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23. L'ordinanza del 2004 ci ha permesso anche di mappare i luoghi sensibili, abbiamo disegnato una mappa che divide, da questo punto di vista, in zone il territorio e con la nostra regolamentazione di fatto in comune non potranno essere installate nuove slot.
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Manifesto delle regioni contro il gioco. Per i sindaci lo Stato centrale non può limitare le politiche locali

Milano – Alla Prima Conferenza Nazionale sul Contrasto al Gioco d’Azzardo sono intervenuti i vari sindaci lombardi descrivendo le azioni nei loro comuni ed il rapporto tra Stato ed Enti locali nel contrasto al GAP.

“Come prima cosa- ha dichiarato Massimo Depaoli sindaco di Pavia – abbiamo fatto il censimento delle slot presenti sul territorio e abbiamo riscontrato una apparecchio ogni 104 abitanti, Purtroppo questo tipo di macchine sono frequentate soprattutto da studenti e anziani. Su 468 bar, 168 avevano le slot fino a sette macchine per bar. Il maggior  numero di bar a Pavia è in centro, ma i bar con le slot sono soprattutto in periferia. Dopo questo censimento abbiamo deciso di introdurre l’ordinanza che ha limitato gli orari a sette ore giornaliere dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23.   L’ordinanza del 2004 ci ha permesso anche di mappare i luoghi sensibili, abbiamo disegnato una mappa che divide, da questo punto di vista, in zone il territorio e con la nostra regolamentazione di fatto in comune non potranno essere installate nuove slot. Visto l’alto numero di apparecchi presenti, molti altri comuni hanno lavorato con noi al tavolo. e’ stato predisposto un documento a favore dell’autonomia locale mandato anche al Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sono state coinvolte le associazioni di volontariato e promosso il progetto “Quartieri no slot”. Sono stati creati momenti di svago nei quartieri e nei locali che non avevano macchinette UniPavia ha realizzato un braccialetto per monitorare lo stato di tensione della persona che sta giocando mandando un’allert quando necessario. Se la persona stessa decide di chiedere aiuto l’avviso arriva alle associazioni che si occupano del giocatore patologico, ovviamente siamo in stato di sperimentazione. Di fatto a Pavia 23 esercizi hanno tolto le slot”.

 

A Massimo Depaoli segue Emiliano Del Bono sindaco di Brescia. “Questo confronto- prosegue- è un esempio di buona politica, da soli non si fa nulla. Brescia non è immune da questo fenomeno, infatti il gettito annuo per il gioco d’azzardo è pari a 240 milioni di euro per questo è stato costituito un tavolo tra pubblico e privato sul tema della ludopatia.  Oltre questo hanno cercato di individuare una cartografia cittadina per individuare i luoghi sensibili. Abbiamo agito con due strumenti: una politica repressiva e la prevenzione. Abbiamo incassato 160 mila euro da chi non rispetta le regole. Dal punto di vista della prevenzione invece, abbiamo fatto campagne di sensibilizzazione. Nell’ultimo anno abbiamo raggiunto 25000 persone concentrandoci prevalentemente sui mercati rionali, consigli di quartiere, circoli ricreativi etc, con un’attività molto capillare. Abbiamo aderito anche al progetto “il dado è tratto” con lo scopo di consolidare la mappatura dei pubblici esercizi e lavorare sulla formazione degli adulti con una politica di ulteriore sensibilizzazione. Ritengo quantomai importante che a livello nazionale ci si mobiliti con leggi sulla pubblicità del gioco. Nei parcheggi di Brescia per esempio non si può fare pubblicità al gioco, infine bisogna coinvolgere anche i comuni più piccoli. Tutto questo deve essere accompagnato da una legislazione nazionale che non contraddica questo tipo di politiche”.

Presente al tavolo dei sindaci anche Massimo Bitonci per Padova. “Da una parte c’è il governo- continua- che da sempre, sia che fosse di destra che di sinistra, fa cassa con i giochi, dall’altra parte invece si discute se finanziare con risorse pubbliche la lotta alla ludopatia. E’ assurdo continuare a far cassa con questo settore per poi discutere di GAP. Non mi piace nascondermi dietro un dito, sono primo firmatario di una mozione contro i nuovi giochi che fu votata dal senato nel 2013. Questo è un tema trasversale che mette tutte le parti politiche sullo stesso piano. Non basta solo il tema della pubblicità è scandaloso che su alcune fasce serali si possa fa pubblicità ai giochi on line. A Padova abbiamo un regolamento comunale che impone alle sale giochi di mantenere alle sale giochi una distanza di 500 m dai luoghi sensibili. Voglio portare questa distanza ad un chilometro in modo che in centro storico non si possa più giocare d’azzardo. Inoltre, ho provato una regolamentazione con i limiti orari che ha portato a 177 sanzioni da 500 euro l’una. Nella zona industriale abbiamo deciso di mettere le sale per questo siamo stati accusati di creare delle piccole Las Vegas, tuttavia non vogliamo sale in centro e redo che metterle nella zona industriale possa essere un modo per controllarle meglio”.

“I comuni in questi anni stanno intervenendo su questo fronte in completa solitudine- ha dichiarato Giorgio Gori, sindaco di Bergamo- a Bergamo abbiamo, solo in città, 4/5 mila giocatori problematici, mentre nella provincia se ne registrano 40 mila. La spesa pro capite nel gioco ammonta a 2500 euro a testa, abbiamo dato attuazione alla legge regionale monitorando ogni singolo esercizio per avere gli elementi per accettare o meno il rinnovo delle concessioni che non vogliamo tuttavia rinnovare. Abbiamo detto stop alla pubblicità rifiutando 100 mila euro di sponsor. Abbiamo creato un numero telefonico dedicato e da più di un anno operiamo per porre in essere una strategia integrata che coinvolga tre ambiti: il primo, la conoscenza. Abbiamo ispezionato tutti i giocatori distribuendo questionari per cercare di capire gli stili di vita dei giovani ed i dati di questo studio verranno pubblicati a Marzo. Studiare il fenomeno serve anche per verificare le politiche da porre in essere. Abbiamo investito nella formazione degli operatori, dei servizi sociali, della polizia locale. A Maggio partirà una nuova campagna di comunicazione massiccia per contrastare il gioco. Per chiudere vorrei fare due riflessioni, innanzi tutto dobbiamo capire che non bisogna mettere fuori legge il gioco perché in questo modo favoriremmo solo la criminalità; dobbiamo contenerlo e regolamentarlo, non pensando solo alle macchine slot machine, ma anche agli altri giochi come i Gratta e Vinci, dobbiamo considerare il gioco a 360 gradi”.

 

PressGiochi

 

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