09 luglio 2020
ore 19:16
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Manifesto dei sindaci contro l’azzardo. Nel Lazio solo 4 Comuni aderiscono

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Manifesto dei sindaci contro l’azzardo. Nel Lazio solo 4 Comuni aderiscono

Dopo 9 mesi dal lancio dell’iniziativa, lo scorso 14 gennaio, nel Lazio sono solo 4 finora le amministrazioni comunali che hanno sottoscritto il Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo: tre in provincia di Latina – Formia, Lenola e Sermoneta – e Ladispoli in provincia di Roma.

 

Insieme ad altri 290 Comuni italiani «si impegnano ad utilizzare tutti gli strumenti disponibili per esercitare tutte le attività possibili di contrasto al gioco d’azzardo».

Vogliono decidere anch’essi come amministratori locali sull’apertura delle sale slot, su orari e distanze minime dai luoghi sensibili (ad es. scuole, chiese ed altri centri di aggregazione, specialmente giovanile).

Vogliono inoltre un coordinamento con le forze dell’ordine, Asl e altre istituzioni sanitarie per prevenire e curare le patologie dell’azzardo.

Chiedono poi serie verifiche fiscali sulle slot machine e un monitoraggio contro infiltrazioni malavitose e che sia data ai Comuni una parte dei soldi raccolti dall’azzardo per la cura dei dipendenti dall’azzardo e la prevenzione dell’azzardo patologico.

 

Il Manifesto è sostenuto anche dall’Anci.

Il 9 ottobre verrà presentato il disegno di legge di iniziativa popolare con queste richieste. Molti Sindaci in prima persona promuoveranno la raccolta delle 50mila firme necessarie per portare la proposta in Parlamento.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Regione Lazio, terza in Italia ad aver emanato una propria legge su questa scottante materia, dopo Emilia Romagna e Liguria. Purtroppo, alcuni degli importanti buoni propositi non possono attuarsi, in attesa della concreta applicazione della normativa introdotta col famoso decreto Balduzzi convertito nella legge 189 del primo novembre 2012. In particolare, la distanza minima delle sale slot dai luoghi “sensibili” non è ancora stata individuata. Dovevano farlo entro 120 giorni dal primo gennaio scorso.

 

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