19 Ottobre 2020 - 23:55

Il sen. Mallegni chiede al Mef (FIBP-UDC) di indagare sul rapporto banche e gioco

Il senatore Massimo Mallegni (FIBP-UDC) ha presentato al Ministero delle finanze una interrogazione parlamentare per chiedere di sapere se il Ministro delle Finanze non ritenga di fornire chiarimenti in merito

07 Settembre 2020

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Il senatore Massimo Mallegni (FIBP-UDC) ha presentato al Ministero delle finanze una interrogazione parlamentare per chiedere di sapere se il Ministro delle Finanze non ritenga di fornire chiarimenti in merito alle decisioni di recesso dai conti correnti assunte dagli Istituti di credito e riguardo alla funzione degli stessi alla luce della normativa vigente sulle limitazioni dell’utilizzo del contante, di cui alla legge 19 dicembre 2019, n. 157 e della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), che impone ai cittadini l’esclusivo utilizzo di un conto corrente sul quale depositare emolumenti derivanti da rapporti di lavoro, e altre transazioni oltre una somma determinata. Questioni che da tempo sono rimaste in sospeso per il corretto funzionamento dell’intero comparto e che in questo momento di crisi si stanno accentuando.

 

Nonostante l’emergenza COVID-19 e le difficoltà di molte imprese italiane nel portare avanti la loro attività, gli Istituti bancari – spiega Mallegni – non sembrano intenzionati a sospendere le procedure di recessione dai contratti di conto corrente con le imprese che operano nel settore del gioco legale;

risulta che nei giorni scorsi la Banca di Credito Cooperativo Abruzzese avrebbe assunto la decisione di recedere da ben due contratti di conto attraverso i quali un imprenditore svolge la sua attività;

tale decisione crea un danno incalcolabile alle imprese del settore e desta perplessità da un lato, per il modus operandi a parere dell’interrogante assolutamente ingiustificato, esercitato in maniera irrituale nei confronti di aziende, che presentano saldi attivi e che risultano in regola con i pagamenti di fornitori, imposte e contributi previdenziali; dall’altro, perché tale recesso immotivato obbliga le società o aziende a chiudere, in quanto le sempre più stringenti norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari non ne consentirebbero l’operatività;

i conti correnti sono servizi pubblici essenziali per garantire il funzionamento del ciclo economico e, in quanto tali, non possono essere negati;

risulta che le banche stiano chiudendo i rapporti di conto corrente consegnando ai correntisti unicamente un assegno circolare, il quale per sua natura ha necessità di un conto corrente e di un rapporto bancario per essere tradotto in liquidità disponibile alla spesa od utilizzato per il pagamento di spese ed utenze; già in passato operatori del gioco legale avevano evidenziato questa situazione” ha concluso il senatore.

 

PressGiochi