01 Ottobre 2020 - 20:11

Macerata. Da uno studio del Ddp emerge che i ragazzi preferiscono giocare in sale scommesse e centri ippici

Giovani e adolescenti sempre più vicini al gioco d’azzardo e a rischio dipendenze patologiche. Questo dato preoccupante emerge da uno studio del  Ddp – Dipartimento di dipendenze patologiche – in

31 Marzo 2015

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Giovani e adolescenti sempre più vicini al gioco d’azzardo e a rischio dipendenze patologiche. Questo dato preoccupante emerge da uno studio del  Ddp – Dipartimento di dipendenze patologiche – in 5 scuole superiori di Macerata, Recanati e San Severino. L’indagine, effettuata su 591 ragazzi tra i 13 e i 21 anni, arriva a far luce su una realtà su cui non esiste letteratura scientifica visto che solo recentemente l’assuefazione al gioco è stata inserita nella lista delle patologie.

Particolarmente innovativa la tecnica di raccolta dati come spiega Maria Teresa Baglione dell’ufficio scolastico regionale: «Per raccogliere informazioni in questo delicato campo si è adottato un approccio di appeal education, cioè abbiamo cercato di non imporre l’indagine dall’alto ma al contrario, di coinvolgere gli studenti in tutte le fasi dello studio. Questo è avvenuto grazie alla consulta degli studenti, un organo che raccoglie i rappresentanti di tutte le scuole superiori della provincia. I ragazzi stessi hanno creato i questionari e li hanno distribuiti ai loro compagni, diventando così i veri protagonisti, anche perché si trattava un argomento che li tocca da vicino nel quotidiano».

Presente anche Gianni Giuli direttore del Ddp che ha seguito l’evoluzione della ricerca «Analizzare la propensione a gioco è molto complesso. Per prima cosa è difficile capire il limite tra una situazione ordinaria e una situazione patologica. Bisogna però partire dal dato che il gioco è vietato ai minori. Altra problematica da tenere sempre in considerazione è che il gioco d’azzardo è fortemente sponsorizzato dallo Stato con un marketing spinto che vuol far credere che si vince facile. Questo spinge a farlo percepire come qualcosa di normale e accettato. Infine bisogna ricordare che dopo l’inserimento del gioco tra le patologie i nostri pazienti sono quasi raddoppiati; questo dimostra la grande diffusione del fenomeno».

Il genere sembra essere, in base ai dati presi in esame, il fattore che più differenzia i comportamenti degli adolescenti. Mentre le ragazze hanno un approccio più moralista e giocano d’azzardo in ambienti più intimi e familiari (i giochi on-line sono in forte aumento) i loro compagni di sesso maschile sono più presenti nelle sale scommesse e nelle agenzie ippiche.

L’età invece non sarebbe una discriminante infatti il comportamento degli adolescenti, che abbiano 13 o 21 anni, è molto simile e non registra variazioni significative. «Oltre ai fattori di età e genere riteniamo rilevante il dato sui controlli; spiega la sociologa Silvia Agnani. Pur essendo proibito il gioco ai minori il 94,2% dei maschi e il 80,7% delle femmine  afferma di essere stato controllato solo raramente o addirittura mai».

Mancanza di studi e di controlli, insieme ad una estrema pubblicità creano le situazioni ideali per mettere a potenziale rischio patologia un’intera generazione, per questo è nato anche il progetto All-in: «Abbiamo iniziato un’opera di sensibilizzazione in moltissime scuole e luoghi pubblici; afferma Massimo Tasso, responsabile della campagna. Lo scopo è informare sulle conseguenze e le dinamiche del gioco per prevenire ogni forma di dipendenza».

PressGiochi