25 Settembre 2020 - 11:35

Macao. Le misure anticorruzione si abbattono sui casinò cinesi

Ha deciso di fare pulizia anche sui tavoli verdi dei casinò di Macao il presidente della repubblica popolare cinese, Xi Jinping, impegnato dal 2013 in una lotta senza quartiere contro

27 Marzo 2015

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Ha deciso di fare pulizia anche sui tavoli verdi dei casinò di Macao il presidente della repubblica popolare cinese, Xi Jinping, impegnato dal 2013 in una lotta senza quartiere contro la corruzione. Macao è l’unica regione amministrativa dell’ex Impero celeste dove i giochi sono autorizzati.

E dal 2002 ha soppiantato Las Vegas: nel 2013 il giro d’affari ha raggiunto all’incirca 45 miliardi di dollari (41,4 miliardi di euro). La diminuzione dei soldi facili ha avuto un risultato immediato sulle frequentazioni dei casinò di Macao dopo il giro di vite di Mister Xi sulla corruzione e lo spreco di denaro pubblico. Il loro fatturato è crollato del 49% a febbraio (a 2,1 miliardi di dollari, 1,9 miliardi di euro) rispetto allo stesso mese del 2014. E complessivamente l’anno scorso il fatturato è sceso del 2,3%. Per calmierare il gioco d’azzardo le autorità cinesi hanno anche deciso di mettere sotto controllo l’uso delle carte di credito cinesi UnionPay. Il loro uso è stato limitato, in particolare per gli acquisti importanti nelle boutique di lusso. Per aggirare la soglia di 3.200 dollari (2.940 euro) in contanti al giorno autorizzata i giocatori impenitenti acquistano gioielli di lusso, occhiali per poi impegnarli o rivenderli.

PressGiochi