La Corte di ultima istanza di Macao ha stabilito che un concessionario di casinò non può essere ritenuto responsabile in solido per somme depositate presso un operatore junket quando risulta
La Corte di ultima istanza di Macao ha stabilito che un concessionario di casinò non può essere ritenuto responsabile in solido per somme depositate presso un operatore junket quando risulta che il denaro non era destinato all’attività di gioco. La decisione interviene su una controversia relativa a un deposito complessivo di 30 milioni di dollari di Hong Kong, circa 3,8 milioni di dollari USA, e chiarisce ulteriormente i confini della responsabilità dei concessionari per le attività svolte dai promotori di gioco all’interno dei casinò.
La vicenda riguarda un cliente che, tra settembre 2014 e aprile 2015, aveva effettuato tre distinti versamenti per complessivi 30 milioni di HKD presso un promotore di gioco che gestiva una sala VIP all’interno di un casinò appartenente a un concessionario di Macao. Secondo quanto ricostruito dai giudici, però, le somme non erano state versate per essere utilizzate al tavolo da gioco.
Il cliente avrebbe infatti depositato il denaro con l’obiettivo di ottenere un rendimento mensile dell’1,2%, oltre ad alcuni benefit collegati alla relazione con il junket, tra cui trasporti, soggiorni alberghieri e pasti gratuiti.
Il pagamento degli interessi si sarebbe interrotto nell’ottobre 2015. Nel 2016, inoltre, il cliente non sarebbe più riuscito ad accedere al proprio conto presso la sala VIP. Nel dicembre dello stesso anno aveva quindi chiesto al concessionario la restituzione di 37,2 milioni di HKD, senza ricevere risposta.
Nel 2020 il cliente aveva avviato un procedimento davanti al Tribunale di primo grado di Macao, chiedendo al concessionario 43,82 milioni di HKD, comprensivi degli interessi. La domanda era stata respinta e la decisione era stata successivamente confermata dal Tribunale di seconda istanza. Il ricorrente aveva quindi portato il caso davanti alla Corte di ultima istanza, sostenendo anche che il concessionario dovesse rispondere in solido delle somme depositate presso il promotore.
Il nodo della controversia riguarda l’interpretazione delle norme che disciplinano la responsabilità dei concessionari per le attività dei gaming promoter nei casinò. In particolare, l’articolo 29 del Regolamento amministrativo n. 6/2002 prevedeva una responsabilità solidale del concessionario per determinate attività svolte dai promotori all’interno dei propri casinò.
La disciplina è stata successivamente precisata dalla legge n. 16/2022. L’articolo 63 stabilisce, con valore interpretativo rispetto all’articolo 29 del precedente regolamento, che l’accettazione di depositi di denaro o fiches da parte dei promotori può essere considerata un’attività svolta nel casinò ai fini della responsabilità del concessionario soltanto quando le somme siano state effettivamente utilizzate per giochi d’azzardo oppure siano state vinte attraverso tali giochi.
La norma attribuisce inoltre rilievo ai registri del concessionario relativi, tra l’altro, al cambio delle fiches e all’attività di gioco per verificare la destinazione delle somme. La legge del 2022 ha qualificato espressamente questa disposizione come norma interpretativa dell’articolo 29 del precedente regolamento.
È un passaggio particolarmente rilevante perché la giurisprudenza di Macao aveva già affrontato in precedenza numerosi contenziosi relativi ai depositi effettuati dai clienti presso i junket. La Corte di ultima istanza aveva in passato confermato la responsabilità solidale dei concessionari in casi nei quali i depositi erano collegati all’attività di gioco.
La giurisprudenza più recente ha però progressivamente definito il limite di tale responsabilità. In una decisione del 4 giugno 2026, il Tribunale di seconda istanza di Macao ha ribadito che, alla luce dell’articolo 29 del Regolamento amministrativo n. 6/2002 e dell’articolo 63 della legge n. 16/2022, il concessionario risponde in solido per le somme depositate presso un promotore soltanto quando queste siano state effettivamente utilizzate nel gioco oppure provengano da vincite di gioco.
Il principio assume particolare rilievo anche alla luce della riforma del settore dei junket entrata in vigore nel 2023. La legge n. 16/2022 ha infatti introdotto regole molto più stringenti sull’attività dei promotori, vietando loro di ricevere depositi da terzi sia per finalità di gioco sia per finalità non legate al gioco e introducendo anche il reato di accettazione di depositi illeciti. Per le persone fisiche sono previste pene detentive da due a cinque anni, mentre per le persone giuridiche possono essere applicate pesanti sanzioni pecuniarie o la dissoluzione giudiziale.
Il quadro normativo segnala quindi una netta separazione tra le attività direttamente riconducibili al gioco e quelle di natura finanziaria o di investimento condotte attraverso i junket. Ed è proprio questa distinzione ad aver determinato l’esito della controversia: nel caso esaminato dalla Corte di ultima istanza, le prove disponibili hanno dimostrato che i 30 milioni di HKD erano stati depositati per ottenere un rendimento finanziario e non per giocare.
Di conseguenza, secondo la Corte, non sussistevano i presupposti per estendere al concessionario la responsabilità solidale prevista dalla normativa sui promotori di gioco. La responsabilità per la restituzione delle somme non poteva quindi essere trasferita dal junket al concessionario sulla sola base del fatto che il promotore operasse all’interno del casinò.
La sentenza rappresenta un ulteriore tassello nella definizione del perimetro di responsabilità dei concessionari di Macao in relazione ai rapporti finanziari intrattenuti dai junket con i propri clienti. Il principio affermato dai giudici non elimina la responsabilità solidale dei concessionari nei casi previsti dalla legge, ma la collega in maniera più precisa alla concreta destinazione delle somme: quando il denaro è effettivamente collegato al gioco o deriva da vincite, la responsabilità può operare; quando invece il deposito ha natura esclusivamente finanziaria e non presenta tale collegamento, il concessionario non può essere chiamato automaticamente a risponderne.
PressGiochi
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