Bill Hornbuckle, CEO e presidente di MGM Resorts, nel parlare della situazione del mercato di Macao alla Bank of America Securities 2025 Gaming & Lodging Conference, ha affermato che il
Bill Hornbuckle, CEO e presidente di MGM Resorts, nel parlare della situazione del mercato di Macao alla Bank of America Securities 2025 Gaming & Lodging Conference, ha affermato che il successo di MGM è dovuto in gran parte ai tanti accorgimenti legati all’accoglienza, alla ristorazione, il posizionamento dei giochi e al design, sviluppati in base alle opinioni dei clienti. Fin qui nulla di strano, anzi, tutte cose doverose quando la concorrenza è forte e cerca sempre di passarti avanti.
Molto curioso, però, è il riferimento alla moquette che riveste i pavimenti. A quanto pare, gli utenti dei casino ci fanno molto caso e spesso si lamentano.
Volendo fare un approfondimento sulla questione, abbiamo fatto un giro su internet, imbattendoci nelle sorprendenti dichiarazioni non di uno qualunque, bensì del Dott. David Schwartz del Center for Gaming Research del Nevada. Va bene che l’istituto non ha tante cose da pensare ogni giorno, e deve in qualche modo ammazzare il tempo, però discutere della moquette ci sembra un po’ lezioso.
Invece no! Statelo a sentire: “i tappeti dei casinò sono noti per essere un esempio di deliberato cattivo gusto che in qualche modo incoraggia le persone a giocare d’azzardo”.
Di certo c’è che se siamo messi così, siamo messi davvero male. Fra un po’ cominceranno a discutere della gradazione dei cocktail, dello smalto delle cameriere e delle giacche dei croupier. Se questa non è caccia alle streghe!
Però, un risvolto interessante c’è: dal casino più rinomato a quello “di strada”, sono in tanti a a optare per soluzioni a dir poco stravaganti, ma probabilmente ragionate. Quelle scelte di design che a noi appaiono di dubbio gusto, moquette compresa, ai gestori dei casino devono tornare utili per qualche motivo.
Può essere che i casinò cerchino semplicemente di tenere gli occhi dei giocatori puntati sul gioco con il loro arredamento sopra le righe? Oppure è vero che sono progettati appositamente per dar luogo a una sorta di labirinto e disorientare i clienti, rendendoli meno propensi ad andarsene?
E’ notorio che le case da gioco non installano orologi al loro interno, né sono dotati di finestre, col chiaro intento di far perdere ai giocatori la cognizione del tempo. Ma che una moquette, per quanto pacchiana e ridondate, possa distoglierli dal guardarsi intorno è tutto da dimostrare, Come, non si sa.
Forse la teoria più giusta – ovvero la più banale ma vicina alla verità – è che un certo tipo di pavimentazione nasconde meglio le macchie e quindi non costringe gli addetti alle pulizie a fare presidio costante!
Ora non ci resta che attendere che il dott. Schwartz metta in moto i suoi luminari per trovare la soluzione… Altrimenti ci arrabbiamo!
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