11 Giugno 2026 - 09:29

L’UE inizia a fare i conti sul gioco: ipotesi tassa del 3% sul gioco online per portare 13,3 miliardi al bilancio 2028-2034

Bruxelles sta valutando l’introduzione di un prelievo del 3% sul fatturato netto del gioco d’azzardo online come nuova “risorsa propria” dell’Unione europea. L’obiettivo è contribuire al finanziamento del prossimo quadro

03 Giugno 2026

Bruxelles sta valutando l’introduzione di un prelievo del 3% sul fatturato netto del gioco d’azzardo online come nuova “risorsa propria” dell’Unione europea. L’obiettivo è contribuire al finanziamento del prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Secondo un documento della Commissione europea condiviso con gli Stati membri e riportato da diverse fonti, tra cui Euronews, la misura potrebbe generare circa 1,9 miliardi di euro l’anno, per un totale stimato di 13,3 miliardi di euro nel settennio.

La proposta si inserisce in un pacchetto più ampio di nuove entrate su cui Bruxelles sta lavorando, che include anche una possibile digital tax europea e un prelievo sulle attività legate alle criptovalute. Nel complesso, le nuove misure fiscali allo studio potrebbero garantire fino a 11 miliardi di euro annui di entrate aggiuntive per il bilancio comunitario. Le ipotesi fiscali rientrano nei negoziati sul futuro bilancio dell’Unione, che dovrebbe coprire circa 2.000 miliardi di euro e includere anche il rimborso del debito comune contratto durante la pandemia.

La Commissione europea sta cercando nuove “risorse proprie” per rafforzare la capacità di finanziamento dell’UE, ma molte delle opzioni sul tavolo hanno già incontrato resistenze da parte degli Stati membri, chiamati ad approvare il bilancio all’unanimità.

Tra le misure in discussione, la tassa sul gioco online risulta tra le più avanzate. L’ipotesi prevede un prelievo del 3% sul fatturato degli operatori attivi nell’Unione, con una stima media di circa 1,9 miliardi di euro annui.

Il documento evidenzia tuttavia alcune criticità strutturali: non esiste infatti una definizione univoca di “gioco d’azzardo” a livello europeo, né un sistema armonizzato di tassazione tra i diversi Stati membri. Resta inoltre aperta la questione tecnica su come applicare il prelievo, che potrebbe essere calcolato sui ricavi, sui margini o trasferito indirettamente agli utenti.

Accanto al gambling, Bruxelles valuta anche nuove imposte sul settore digitale e sulle criptovalute. Tra le ipotesi figurano una tassa dello 0,1% sulle transazioni in crypto e un’imposizione sulle plusvalenze, che potrebbero generare complessivamente tra i 4 e i 6 miliardi di euro l’anno.

Il dossier si inserisce in un contesto politico complesso. Ad aprile, il Parlamento europeo ha già approvato una risoluzione che invita a rafforzare le risorse proprie dell’UE attraverso tassazioni mirate su digitale, gioco e crypto.

Secondo il Commissario europeo al Bilancio Piotr Serafin, l’Unione deve compiere progressi su queste proposte se vuole garantire un bilancio “ambizioso”. Alcuni Stati membri avrebbero già espresso un sostegno preliminare, in particolare proprio sulla tassa al gioco online.

Restano però forti incognite politiche: la fiscalità europea richiede l’unanimità dei 27 Paesi membri e diversi governi potrebbero opporsi, soprattutto quelli dove il settore del gaming online è fortemente radicato, come Malta.

Ma resta il fatto che per la prima volta la Commissione europea ha quantificato in modo dettagliato il possibile gettito delle nuove imposte, inserendo il gioco d’azzardo tra le opzioni concrete per finanziare il bilancio UE post-2028. Un passaggio che segna un’evoluzione significativa del dibattito: da semplice proposta politica a ipotesi fiscale strutturata sul tavolo della Commissione.

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