Qual è l’impatto dei meccanismi di gioco responsabile sul comportamento dei giocatori? E quanto conta il contesto in cui le persone prendono le proprie decisioni di gioco? A queste domande
Qual è l’impatto dei meccanismi di gioco responsabile sul comportamento dei giocatori? E quanto conta il contesto in cui le persone prendono le proprie decisioni di gioco? A queste domande risponde Edoardo Lozza, Professore ordinario di Psicologia economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e membro del Comitato scientifico della Fondazione FAIR.
“Insegno all’Università Cattolica e mi occupo di psicologia economica, una disciplina che studia i meccanismi mentali alla base delle nostre decisioni economiche: consumo, risparmio e investimento.
In particolare – spiega Lozza – mi occupo di psicologia del denaro, cioè del rapporto anche affettivo che le persone sviluppano con il denaro. Per questo motivo sono molto interessato ai temi affrontati dalla Fondazione FIRE: il gioco e, soprattutto, i meccanismi che stanno alla base del gioco responsabile rappresentano una dimensione di grande interesse dal punto di vista scientifico.
Per quanto riguarda il tema della credibilità nel settore, credo che il lavoro che stiamo portando avanti con la Fondazione sia molto importante, ma anche indubbiamente rischioso. È importante perché significa costruire studi e ricerche che contribuiscano concretamente allo sviluppo del gioco responsabile. Dall’altra parte, però, esiste il rischio che questo impegno venga percepito come una forma di “greenwashing”, come avviene in ambito ambientale; potremmo quasi parlare di “ethic washing”.
Si tratta certamente di uno stereotipo, ma è un rischio reale. Proprio per questo, all’interno della Fondazione ci assumiamo la responsabilità di fare in modo che il nostro contributo sia effettivo e produca risultati concreti nello sviluppo di pratiche di gioco responsabile.
Uno dei temi oggi più dibattuti riguarda proprio il significato della parola “responsabile”. Spesso questa espressione tende a far ricadere la responsabilità esclusivamente sul singolo individuo, sul giocatore, per quanto riguarda la sostenibilità del proprio rapporto con il gioco. In realtà sappiamo che anche l’ambiente circostante può incidere in modo significativo.
In termini tecnici si parla di “architettura delle scelte”: il modo in cui sono progettati i contesti e i sistemi di gioco può influenzare profondamente i limiti e le possibilità che il giocatore ha nel mantenere un rapporto equilibrato e sostenibile con il gioco».
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