29 Luglio 2021 - 13:38

Lotterie nazionali: in Senato prende il via la discussione. Montani (Lega): “Evitare pubblicità nelle fasce protette”

Ha preso il via ieri presso la 6a commissione del Senato la discussione relativamente allo Schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali da effettuare

12 Maggio 2021

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Ha preso il via ieri presso la 6a commissione del Senato la discussione relativamente allo Schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali da effettuare nell’anno 2021 già approvato alla Camera dei Deputati.

Il relatore della Lega Enrico Montani ha ricordato che il provvedimento individua per l’anno 2021 un’unica lotteria nazionale ad estrazione differita, la «Lotteria Italia», con eventuale abbinamento a trasmissioni televisive. “Sulla base dei dati forniti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, si segnala una diminuzione costante del numero dei biglietti venduti (da 8,8 milioni circa nel 2016 a 4,5 circa nel 2020), a testimonianza della crescente disaffezione del pubblico nei confronti di tale prodotto di gioco, cosı` come delle spese totali per la gestione della lotteria, pari nel 2020 complessivamente a 4,5 milioni circa (circa 6,2 nel 2019 e 6,4 nel 2018), e dell’utile erariale, pari a circa 9,1 milioni (circa 13,6 milioni nel 2019 e circa 14,1 milioni nel 2018). Il risultato economico finale per l’anno 2020 e` stato pari a circa 6.2 milioni (circa 11.7 nel 2019). In occasione dell’esame dell’analogo schema di decreto relativo all’anno 2020, la Commissione, nell’esprimere parere favorevole, evidenzio` la necessita` di evitare che la pubblicita` della Lotteria Italia fosse effettuata dalle emittenti televisive interessate agli abbinamenti in fasce orarie protette, soprattutto per quanto riguarda i minori. Ma il Governo non sembra aver recepito tale osservazione, visto che il provvedimento non contiene alcuna indicazione al riguardo”.

 

Il senatore Fenu (M5S), pur condividendo l’osservazione contenuta nel parere dello scorso anno, segnala i costanti e maggiori rischi cui i minori sono esposti soprattutto sulla rete, dove con le tecnologie si spingono i piu` piccoli verso il gioco d’azzardo, e sollecita una discussione sul tema. Si associa il senatore Perosino (FIBP-UDC), che evidenzia la grande offerta di giochi in rete per i bambini. Nel merito, ipotizza che il progressivo calo dei biglietti venduti sia legato alla scarsa attrattivita` del tipo di gioco e che probabilmente sarebbe necessario l’abbinamento con un’importante trasmissione televisiva di appoggio per rilanciarne le sorti. In prospettiva immagina tuttavia che dovra` essere individuata un’offerta diversa e piu` moderna.

Il senatore Marino (IV-PSI) esprime preoccupazione per quanto dichiarato dal senatore Fenu e sollecita un approfondimento sul gioco e sulla ludopatia. Ritiene quindi che una eventuale riduzione dell’offerta di giochi legali provocherebbe una maggiore attrazione per quelli illegali, senza peraltro eliminare eventuali dipendenze patologiche. Ricorda infine quindi gli esiti non risolutivi del dibattito parlamentare della scorsa legislatura sul tema e il complicato intreccio di fonti normative sulla regolazione dei punti gioco.

Il senatore Lannutti (Misto) caldeggia il varo di un testo unico in materia volto a separare la nozione di gioco d’azzardo (che lo Stato non dovrebbe mai organizzare) dal gioco legale e denuncia i forti costi sociali provocati dal settore, che spesso alimenta anche il fenomeno dell’usura.

Il senatore De BertoldiI (FdI) condivide le parole del senatore Marino e manifesta la solidarieta` del proprio Gruppo agli operatori del gioco legale, che insieme a quelli della cultura, dello sport e degli eventi, hanno fortemente subito le conseguenze della crisi pandemica, a vantaggio del gioco clandestino e delle criminalita`. Critica quindi le iniziative ideologiche del passato contro il gioco legale, tenuto conto che chi lo esercita per conto dello Stato, grazie a specifiche concessioni, fornisce anche il proprio contributo contro la ludopatia proprio perche´ obbliga i giocatori a rispettare le regole. Evidenzia poi la forte riduzione delle entrate derivanti dal gioco legale per le casse dello Stato a causa delle chiusure legate alla pandemia e invita a considerare il gioco come un vizio, del quale vanno evitati gli eccessi. Si associa infine alla richiesta di condurre un approfondimento sul tema.

La senatrice Drago (FdI) invita a considerare le conseguenze economiche e sociali del gioco d’azzardo ed evidenzia le molteplici competenze sul tema, che dovrebbero coinvolgere anche le Commissioni lavoro, sanita` e istruzione. Apprezza quindi l’allarme lanciato dal senatore Fenu, anche se considera difficile un intervento specifico perche´ le diverse applicazioni sembrano studiate proprio per indurre dipendenza nei ragazzi. Lamenta tuttavia l’incoerenza di uno Stato che incassa dal gioco legale, anche lanciando nuove iniziative, e contemporaneamente deve preoccuparsi e prendersi cura di chi soffre di ludopatia.

Il senatore Crucioli (Misto) manifesta la propria contrarieta` nei confronti di qualsiasi forma di gioco d’azzardo e, pur consapevole che le lotterie non rientrino in quella categoria, giudica troppo blando il parere espresso lo scorso anno. Segnala peraltro che tra i soggetti considerati fragili occorre includere non solo i minori, ma anche tutte le persone con deficit culturali o cognitivi o avanti con l’eta`. Pone dunque il piu` ampio tema dell’ammissibilita` del gioco legale e invita a interrogarsi se sia moralmente lecito che lo Stato speculi su un fenomeno che porta con se´ conseguenze economiche e sociali cosı` gravi. Suggerisce quindi l’espressione di un parere contrario.

Il senatore Pittella (PD) evidenzia l’ampiezza del dibattito svolto, che dovra` necessariamente tenere insieme sia il ruolo dello Stato nell’organizzare il gioco legale che di contrasto al gioco illecito, proseguendo con razionalita` e senza posizioni preconcette la discussione tra le forze politiche. Auspica che il Governo vari una legge quadro sui giochi legali, in quanto strumento che potra` individuare le regole per tutelare lo Stato e il bene comune, e nel frattempo proroghi le concessioni in essere a favore di un settore che occupa circa 150.000 persone e che e` stato fortemente penalizzato dalla pandemia e non ha usufruito di particolari forme di ristoro.

La senatrice Toffanin (FIBP-UDC) ricorda in premessa che il gioco illegale ha potuto prosperare nell’ultimo anno sfruttando la chiusura imposta ai concessionari della raccolta scommesse e delle sale da gioco, ingigantendo i problemi legati al gioco compulsivo, all’infiltrazione criminale e alle ludopatie. Rispetto a tale quadro, tuttavia, non ritiene proponibile la fuoriuscita completa della mano pubblica dal settore del gioco poiche´ il sistema concessorio garantisce strumenti di tutela dei soggetti piu` fragili, oltre a sostenere un settore che contribuisce in maniera rilevante sia all’economia nazionale in termini di soggetti occupati che in termini di gettito. L’ampio dibattito sviluppatosi a margine del decreto in esame, del resto, conferma la grande attenzione delle forze politiche, ma consente anche di argomentare con appropriatezza la non condivisione di ipotesi di radicale eliminazione dell’intervento pubblico in materia. Conclude rilevando peraltro che le risorse derivanti dal gioco pubblico andrebbero sostituite incrementando il prelievo ovvero riducendo la spesa pubblica.

Interviene incidentalmente il senatore Lannutti (Misto), il quale da` conto dei dati piu` aggiornati circa il gettito del settore del gioco e i ricavi ascrivibili a circa 100.000 operatori concessionari.

Il senatore Di Piazza (M5S) sottolinea che il settore dei giochi e` caratterizzato da numerose tipologie di giochi, tutti svolti in regimo concessorio, le cui caratteristiche consentono una classificazione rispetto alla pericolosita` sociale. Infatti, oltre alle slot machine o ai giochi praticabili in rete (in cui prosperano organizzazioni criminali ed e` piu` complesso organizzare la tutela dei soggetti piu` fragili) esistono anche giochi come la lotteria nazionale, alla quale non si ascrivono particolari problematiche di dipendenza. A suo parere, tali considerazioni fanno emergere la complessita` dell’intero settore che meriterebbe quindi un’analisi piu` approfondita, in grado di evidenziare i diversi interessi in campo, rappresentati sia dalla tutela dei piu` fragili e il contrasto alle organizzazioni criminali sia dal sostegno agli operatori economici e da ultimo dalla garanzia del gettito erariale.

Interviene quindi il sottosegretario Maria Cecilia Guerra, che fornisce alla senatrice Bottici il chiarimento circa le modalita` di scelta dell’unica lotteria nazionale, rimarcandone comunque il forte collegamento con la pubblicita` della stessa, in assenza della quale si mette a rischio anche il successo della manifestazione e la vendita dei biglietti. Interviene incidentalmente la senatrice Bottici (M5S), la quale specifica che la sua richiesta si riferiva alle Lotterie Nazionali S.r.l., alla sua dirigenza e al ruolo del suo presidente.

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