30 Settembre 2020 - 01:07

L’On. Sbrollini contro la campagna Anti-Gioco di “Siamo Veneto”: “Gravissimo definire lo Stato un pusher”

Daniela Sbrollini, deputata dei democratici attacca la campagna del gruppo “Siamo Veneto” contro la ludopatia che era stata presentata a PressGiochi dal consigliere regionale Antonio Guadagnini, uno dei massimi esponenti

21 Giugno 2016

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Daniela Sbrollini, deputata dei democratici attacca la campagna del gruppo “Siamo Veneto” contro la ludopatia che era stata presentata a PressGiochi dal consigliere regionale Antonio Guadagnini, uno dei massimi esponenti del gruppo.

“Trovo gravissimo – ha dichiarato la Sbrollini – il volantino fatto circolare sul web ed in forma cartacea in cui si definisce lo stato come pusher. La campagna è stata finanziata con soldi pubblici dei cittadini veneti ed è l’ennesimo esempio di una politica che sa solo gridare senza avere la responsabilità di governare la cosa pubblica, che strumentalizza i problemi per lucrare consenso. L’immagine diffusa ovunque mostra una siringa con scritto a caratteri cubitali: drogati con moderazione. La politica invece sta facendo tanto contro la ludopatia, tanto sta facendo il Parlamento, in questa legislatura come nella scorsa, e un gran lavoro lo stanno facendo anche le amministrazioni locali, quella di Vicenza in particolare, dando regole severe contro il proliferare delle sale giochi”.

Questa l’immagine “accusata” dal deputato dem.

 

siringa veneto

 

“Il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta – continua la Sbrollini – ha recentemente confermato il provvedimento che prevede una riduzione delle slot, per concentrarle poi solo in sale specializzate. La legge di stabilità 2016 ha istituito il Fondo per il gioco d’azzardo patologico-Gap, ed è già autorizzata la spesa di 50 milioni di euro annui. Va mantenuto in vita il mercato che però dev’essere controllato e regolamentato. Se così non fosse, con certezza e in poco tempo, vi sarebbe un aumento esponenziale del gioco d’azzardo illegale, gestito da organizzazioni criminali o mafiose senza alcun controllo ed incasso da parte dello Stato.Non si può vietare completamente il gioco bisogna limitare i fattori di rischio che portano alla ludopatia , si deve cominciare dal togliere il gioco d’azzardo dai luoghi della quotidianità, fare in modo che i giovani stiano lontani dalle sale gioco e dalle scommesse offrendo loro altre possibilità di svago e di ritrovo e prevenendo deviazioni sociali. Lo si può fare attraverso l’attivazione di percorsi educativi, culturali o sportivi, in collaborazione con le scuole e con le famiglie.”

 

Un intervento, questo della parlamentare del Pd che ha alimentato le polemiche e provocato la risposta immediata dello stesso Guadagnini.

 

“Ho letto – ha replicato il consigliere – l’intervento di Daniela Sbrollini a proposito della nostra campagna contro il gioco d’azzardo. Posso cominciare dicendo che per una arcana forma di giustizia divina l’onorevole afferma che la politica sta facendo molto contro la ludopatia, cosa che è assolutamente vera. Il problema è che lo Stato dovrebbe fare molto contro il gioco d’azzardo, il quale produce la ludopatia. Al contrario, lo Stato non sta facendo niente contro il gioco d’azzardo, forse perché il governo prevede entrate in aumento da questo canale nei prossimi anni, e quindi non si deve fare niente per contrastarlo. Anzi bisogna incentivarlo, ed in effetti, le campagne pubblicitarie che invitano a giocare (ovviamente con moderazione) lo dimostrano. Campagne pubblicitarie che funzionano perfettamente  perché nei fatti, le entrate aumentano. La Sbrollini scrive poi che il sottosegretario Baretta ha confermato il provvedimento per la riduzione delle attuali 400 mila slot. L’onorevole continua poi dicendo che se lo Stato non gestisse il gioco d’azzardo, prolifererebbe l’economia criminale. Stesso motivo per il quale allora si dovrebbe liberalizzare la droga. Invito ad un po’ di coerenza”.

 

 

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