23 Settembre 2020 - 15:44

L’offensiva del Piemonte contro comma6 e comma7. Pentenero (Ass. Lavoro): “Fondamentale promuovere una corretta informazione sul funzionamento dei giochi”

Nei primi giorni del mese di Maggio il Consiglio regionale del Piemonte ha portato a termine il lavoro realizzato dalle Commissioni per l’attuazione di una legge regionale che intervenga contro

23 Maggio 2016

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Nei primi giorni del mese di Maggio il Consiglio regionale del Piemonte ha portato a termine il lavoro realizzato dalle Commissioni per l’attuazione di una legge regionale che intervenga contro il fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Come realizzato da molte altre realtà regionali, che prima del Piemonte sono intervenute, il Consiglio ha deciso di adottare misure contro apparecchi da intrattenimento e sale giochi per introdurre distanze da numerosissimi luoghi sensibili e limiti orari. Direttive generali sui quali i vari comuni potranno agire adattando gli interventi in base alle proprie necessità.

 

Il PDLR non dimentica anche l’importanza di fare prevenzione e sensibilizzazione, ma quel che più salta all’occhio è che gli apparecchi come le slot e le Vlt vengono equiparate in tutto e per tutto ai comma 7 sui quali verranno applicate le stesse identiche misure previste per le AWP. La stessa associazione dei gestori Sapar, ha promesso battaglia contro la legge che non fa differenza tra slot, videogiochi, flipper, ticket redemptions, gru, calciobalilla etc…

 

Ad intervenire sulla questione, in una intervista rilasciata a PressGiochi.it, l’assessore regionale al Lavoro, Istruzione e formazione Gianna Pentenero che commenta gli interventi adottati e spiega la decisione del consiglio di intervenire sui Comma7.

 

“Giudico l’approvazione della nuova legge regionale sul gioco d’azzardo patologico molto positiva. Da domani – spiega Pentenero –  i comuni piemontesi avranno a disposizione più strumenti per combattere la piaga della ludopatia. La Regione potrà, infatti, affiancare le amministrazioni locali nell’assumere delibere sulla distanza minima (dai 300 ai 500 metri, a seconda del numero di abitanti) delle sale gioco da luoghi sensibili come scuole, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, ospedali, impianti sportivi o luoghi di aggregazione, ma anche istituti di credito e sportelli bancomat. Inoltre, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, le amministrazioni locali dovranno disporre limitazioni temporali all’uso delle slot machine nelle sale gioco, nei circoli privati e negli esercizi pubblici e commerciali. Per tutelare la salute e prevenire fenomeni di dipendenza, sarà poi vietato pubblicizzare l’apertura o l’esercizio di sale gioco o scommesse e nella concessione di finanziamenti, benefici e vantaggi economici, la Regione considererà come requisito essenziale l’assenza di apparecchi per il gioco all’interno degli esercizi autorizzati. Specifico che la legge si propone di combattere la ludopatia, una patologia riconosciuta, la cui cura è inserita nei livelli essenziali di assistenza, e di prevenire i danni, spesso devastanti, che il gioco d’azzardo compulsivo provoca su fasce di popolazione poco difese, come giovani, anziani e meno abbienti”.

 

Su informazione e prevenzione del gioco d’azzardo patologico che interventi verranno attuati?

La nuova legge punta molto sui temi della corretta informazione e della prevenzione. Nel piano triennale che il consiglio regionale dovrà approvare entro 90 giorni, sono previsti interventi per aumentare la consapevolezza sulla dipendenza correlata al gioco per i giocatori e le loro famiglie; favorire un approccio consapevole, critico e misurato al gioco; informare sull’esistenza di servizi di assistenza e cura svolti da soggetti pubblici e del terzo settore sul territorio regionale e sulle modalità d’accesso; informare i genitori e le famiglie sui programmi di filtraggio e blocco dei giochi on line; prevedere interventi di formazione e di aggiornamento, obbligatori ai fini della prosecuzione dell’attività, per i gestori e il personale delle sale da gioco e delle sale scommesse e pianificare campagne annuali d’informazione sui rischi e i danni derivanti dalla dipendenza dal gioco. Credo che sia particolarmente importante,ai fini della prevenzione, il coinvolgimento delle scuole. E’ infatti necessario creare una rete sul territorio che possa diffondere la conoscenza del fenomeno, fornendo agli studenti e alle loro famiglie gli strumenti, le competenze e le conoscenze necessari a far comprendere loro che il gioco può diventare patologico e di conseguenza incredibilmente pericoloso.

 

Perché un divieto così importante contro i comma7? Non sarà difficile applicare questo divieto visto che gli stessi luoghi sensibili individuati, pensiamo agli oratori ad es., hanno al loro interno proprio videogiochi, calciobalilla e quant’altro?

 

E’ un tema complesso: da una parte gli apparecchi da intrattenimento per i minori non sono esattamente paragonabili alle slot machine, dato che non consentono di vincere denaro, ma ticket con cui collezionare punti e ottenere premi. Dall’altra parte, tuttavia, penso sia molto forte il rischio che, incitando a tentare la sorte, questo tipo di macchinette avvii il minore verso il gioco d’azzardo, instaurando pericolosi fenomeni di dipendenza. Di qui la scelta del divieto, volta a tutelare una parte della popolazione più facilmente condizionabile. Ad ogni modo è fondamentale, anche in questo caso, promuovere una corretta informazione sul funzionamento dei giochi, facendo in modo che i più giovani, in particolare, ne comprendano a pieno il funzionamento e siano consapevoli dei potenziali effetti negativi. Puntare sull’informazione e sulla prevenzione, ancora di più in questo contesto, è determinante.

 

La Regione ha approvato la propria legge proprio alla vigilia dell’accordo che in Conferenza Unificata deciderà sulla dislocazione del gioco pubblico nel territorio nazionale. Quale ritiene dovrebbe essere la giusta via da intraprendere tra Governo centrale e regionale?

 

Ritengo che la Regione Piemonte abbia fatto bene ad approvare una propria legge, in attesa che la Conferenza Stato Regioni si esprima sul tema. Non vedo il rischio che le norme in vigore in Piemonte possano essere annullate perché, al pari del collega Antonio Saitta, titolare della Sanità, sono convinta che la conferenza terrà conto delle diverse normative che le regioni hanno adottato sull’argomento. La giusta via da intraprendere non può che essere quella della collaborazione tra governo centrale e regionale e il fine il contrasto e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico.

 

Le ‘distanze’, nelle Regioni che le hanno adottate, hanno rappresentato una vera e propria espulsione delle slot machine. Ritiene sia sostenibile nel tempo questa scelta anche in vista del fatto che in territori come Bolzano e Provincia molti esercenti hanno ovviato all’offerta di slot con altri tipi di giochi, anche illegali?

 

Anche in questo caso, penso la scelta del Piemonte di prevedere distanze minime da luoghi sensibili, come scuole e ospedali, frequentati da soggetti particolarmente vulnerabili e che, per questo, necessitano di maggior tutela, sia stata oculata. Non conosco l’esperienza di Bolzano, ma sarà molto importante monitorare l’applicazione della legge e fare in modo che eventuali violazioni o il ricorso ad altri tipi di gioco non legali vengano sanzionati.

Cristina Doganini –  PressGiochi

 

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