Le nuove Linee guida dell’AGCOM sulle campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo presentano alcuni elementi positivi, ma secondo Maurizio Fiasco, past president di Alea, continuano a concentrare
Le nuove Linee guida dell’AGCOM sulle campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo presentano alcuni elementi positivi, ma secondo Maurizio Fiasco, past president di Alea, continuano a concentrare eccessivamente la prevenzione sul comportamento individuale del giocatore.
Intervistato da Vita.it, Fiasco ha espresso una “valutazione complessivamente critica” dell’Atto integrativo approvato dall’Autorità con la delibera n. 200/26, sottolineando come restino sullo sfondo “la responsabilità dei concessionari, i danni prodotti alle famiglie e la necessità di un controllo realmente indipendente delle campagne di comunicazione”.
Secondo Fiasco, uno dei principali problemi riguarda proprio l’impostazione della prevenzione. “La disciplina prospettata continua a concentrare la prevenzione soprattutto sul comportamento individuale del giocatore”, afferma, mentre non sarebbe stato adeguatamente definito il sistema delle responsabilità di chi “organizza, rende disponibile, comunica e trae ricavi dal gioco d’azzardo”.
Fiasco evidenzia anche quella che considera una lacuna importante delle nuove disposizioni: il mancato riconoscimento esplicito del ruolo dei familiari e delle altre persone coinvolte dagli effetti del gioco problematico. “Non viene riconosciuto in modo esplicito il ruolo dei familiari e dei terzi danneggiati e non vengono introdotte avvertenze obbligatorie sui danni economici, familiari e relazionali provocati dalla dipendenza da azzardo”, sostiene.
Per il past president di Alea, infatti, la dipendenza non produce conseguenze soltanto sulla persona che gioca, ma può avere ricadute sull’intero nucleo familiare. Da qui la richiesta di estendere la comunicazione preventiva anche alla “cerchia familiare e sociale della persona che gioca d’azzardo”, rendendo più visibili le conseguenze della dipendenza e le possibilità concrete di aiuto.
Un altro punto contestato riguarda la definizione di “gioco responsabile”. Fiasco sostiene che la soglia tra comportamento responsabile e irresponsabile dovrebbe essere definita attraverso criteri socio-sanitari e da un’autorità pubblica competente, in particolare dal Ministero della Salute.
Critico anche il riferimento inserito dall’AGCOM ai marcatori di rischio previsti dalla norma CEN EN 18144. Fiasco riconosce la validità dei nove marcatori individuati dallo standard, ma considera problematico il fatto che, su una materia direttamente collegata alla salute pubblica, il riferimento sia uno standard di certificazione e non un’indicazione proveniente dalle istituzioni sanitarie. “La tutela della salute non può essere delegata ai privati”, afferma.
Fiasco riconosce comunque alcuni elementi positivi nell’intervento dell’AGCOM. Tra questi cita l’abbandono del termine “ludopatia”, considerato improprio e superato, e alcune disposizioni che rendono più difficile utilizzare bonus, immagini di vincita, marchi e altri strumenti comunicativi come forme di pubblicità indiretta.
Viene inoltre giudicato positivamente il principio secondo cui una comunicazione sul cosiddetto “gioco responsabile” debba essere valutata anche sulla base dei suoi effetti concreti, considerando contenuti, forma, contesto, frequenza e possibile collegamento con l’offerta commerciale. Resta invece una criticità sui bonus, che secondo Fiasco continuano a essere ammessi senza un obbligo di chiarire adeguatamente al consumatore la loro natura “figurativa” o “virtuale”.
La conclusione dell’intervento è netta e sintetizza la posizione espressa da Fiasco nell’intervista a Vita.it: “La prevenzione non può limitarsi a chiedere al giocatore di controllarsi”. Secondo il past president di Alea, l’attenzione deve estendersi alle responsabilità di tutti i soggetti che compongono la filiera: chi produce il gioco, lo promuove, lo rende disponibile e ne ricava profitti. Fiasco annuncia quindi che Alea e Forum nazionale delle associazioni familiari continueranno a sollecitare le istituzioni per l’introduzione di strumenti ritenuti più efficaci per la tutela della salute pubblica, delle famiglie e dei consumatori.
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