15 settembre 2019
ore 19:02
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Liguria. L’Amministrazione: “Nessuna sanatoria, ma drastica riduzione apparecchi”

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Liguria. L’Amministrazione: “Nessuna sanatoria, ma drastica riduzione apparecchi”

Direttamente dall’amministrazione ligure, dopo le polemiche di questi giorni, arriva la notizia che non ci sarà “Nessuna sanatoria sulle concessioni esistenti ma il rispetto dell’Intesa raggiunta il 7 settembre scorso in sede di Conferenza Unificata tra Governo, Regioni ed Enti locali concernente le caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico”.

 

“In quel documento- proseguono- è prevista una forte stretta sul numero di apparecchi esistenti che verrà ridotto a livello nazionale del 35% entro la fine del mese (30 aprile): in Liguria si passerà da 10.702 apparecchi a 7.090, con la garanzia di rigorosi controlli che saranno effettuati dall’Agenzia delle Dogane, pronta a intervenire in caso di inottemperanza della disposizione. L’Intesa nazionale prevede, inoltre, un dimezzamento dei punti gioco in tre anni”.

 

“Il 6 aprile scorso la Giunta- prosegue la Regione- ha approvato il disegno di legge del Testo Unico in materia di prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico (GAP) e ha al contempo prorogato, fino all’entrata in vigore della norma, il termine relativo alle autorizzazioni all’esercizio delle sale da gioco e gioco lecito nei locali aperti al pubblico: alla base della proroga, la volontà di garantire, così come avvenuto durante i tavoli tematici istituiti presso gli assessorati alla Sanità e allo Sviluppo economico, la più ampia discussione possibile anche in sede di commissione consiliare, per arrivare ad un Testo condiviso da sottoporre all’approvazione definitiva da parte dell’Assemblea legislativa. La logica del ddl approvato dalla Giunta è aderire all’intesa raggiunta a livello nazionale, in considerazione della competenza statale in materia, potenziando gli strumenti di prevenzione della ludopatia e contrasto al gioco d’azzardo, consentendo anche agli enti locali di prevedere regolamenti più stringenti e di individuazione ulteriori “luoghi sensibili”. Ad ogni modo, i Comuni non potranno rilasciare nuove concessioni ad una distanza inferiore di 500 metri dai luoghi sensibili: in caso contrario commetterebbero un atto illegittimo”.

 

“Si ricorda che- concludono- analogamente, anche altre Regioni, come ad esempio la Toscana o la Puglia, hanno scelto di non intervenire sulle concessioni esistenti, vietando nuove aperture entro i 500 metri dai luoghi sensibili”.

 

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