15 ottobre 2019
ore 16:44
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Legge di Bilancio: proroga onerosa per concessioni bingo e scommesse e gara per le nuove concessione delle slot

La stretta sul gioco legale e illegale è ormai un classico di ogni legge di bilancio che si rispetti. Non c’è governo negli ultimi dieci anni che per far cassa non abbia messo mano al mercato del gaming, dalle gare di nuove concessioni per finanziare interventi d’urgenza ai giri di vite sulla tassazione, in particolare sul Preu (prelievo erariale unico) utilizzato sempre più spesso come un bancomat in nome della lotta alla ludopatia e da ultimo al gioco d’azzardo. A completare il pacchetto di ogni legge di bilancio c’è sempre uno spazio per il rilancio dell’azione di contrasto al gioco illegale e all’evasione fiscale, sia sul fronte delle imposte di gioco sia su quello delle imposte dirette e indirette...
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Legge di Bilancio: proroga onerosa per concessioni bingo e scommesse e gara per le nuove concessione delle slot

La stretta sul gioco legale e illegale è ormai un classico di ogni legge di bilancio che si rispetti. Non c’è governo negli ultimi dieci anni che per far cassa non abbia messo mano al mercato del gaming, dalle gare di nuove concessioni per finanziare interventi d’urgenza ai giri di vite sulla tassazione, in particolare sul Preu (prelievo erariale unico) utilizzato sempre più spesso come un bancomat in nome della lotta alla ludopatia e da ultimo al gioco d’azzardo.

A completare il pacchetto di ogni legge di bilancio c’è sempre uno spazio per il rilancio dell’azione di contrasto al gioco illegale e all’evasione fiscale, sia sul fronte delle imposte di gioco sia su quello delle imposte dirette e indirette.

D’altro canto, come riporta IlSole24ore, il mercato illegale di scommesse, macchinette e on line ha un fatturato stimato di circa 20 miliardi. Somme sottratte a un settore che muove ogni anno 110 miliardi di somme giocate, di cui non meno di 90 miliardi sono restituiti in vincite, e dunque con una spesa effettiva dei giocatori di 20 miliardi l’anno. A vincere è sempre anche l’Erario che dal gioco incassa circa 11 miliardi a stagione.

Un mercato a cui quest’anno anche il governo giallorosso è pronto a bussare per chiedere un nuovo contributo tra i 300 e i 500 milioni di euro. Al netto di un possibile intervento su Preu, su Awp (new slot) e Vlt (videolottery), sempre possibile fino all’ultimo istante per far quadrare i saldi di finanza pubblica, nel cantiere della manovra sotto la voce giochi si studia un mix di misure che vanno dalle gare per le nuove concessioni delle “macchinette” in scadenza a marzo del 2022 alla proroga onerosa delle gare per le concessioni del bingo e delle scommesse.

 

Anche se le concessioni delle macchinette – tecnicamente apparecchi da intrattenimento – sono in scadenza nel 2022, l’avvio della procedura con la scrittura delle regole per il nuovo bando di gara nella prossima manovra per il 2020 è quasi un passaggio obbligato. Una volta definite in manovra le regole, infatti, a fine 2021 l’amministrazione potrà bandire la gara, assegnare le nuove concessioni e incassare almeno una parte delle somme attese. Per il saldo i concessionari vincitori delle gare saranno chiamati a saldare il conto con l’avvio vero e proprio delle nuove concessioni a partire dal 2022.

Il quadro si completa con un’azione mirata di contrasto all’evasione, tra cui spicca l’introduzione dell’obbligo di iscrizione per tutti gli operatori del gioco, nessuno escluso, al registro unico.

Questo registro la cui iscrizione è vincolo per poter operare sul mercato del gaming oggi è richiesta solo a quanti operano nella filiera delle slot e delle Vlt. Con la nuova norma allo studio si pensa di estenderla a tutti gli operatori, tra cui chi opera solo sulle scommesse, i tabaccai che non hanno apparecchi da intrattenimento, e alle piattaforme digitali che offrono gioco online.

Sulle piattaforme e sulla trasmissione dei dati si concentrerà la vera e propria azione di contrasto al gioco illegale. In questo senso sarà intensificata la lotta ai cosiddetti «Totem» che di fatto possono equivalere a delle vere e proprie slot. Apparecchi che secondo l’amministrazione dei Monopoli sono un vero e proprio pericolo per la collettività soprattutto a danno dei minori. Altra forma di contrasto al gioco illegale è quella ai siti online, i cosiddetti «.com», e ai tradizionali Centri di trasmissione dati (Ctd) che aprono la porta degli scommettitori alle puntate oltre confine e illegali.

 

PressGiochi

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