Sono 5.742 gli emendamenti depositati in Commissione Bilancio in Senato, di cui 1.600 a firma dei partiti di maggioranza. E proprio l’alto numero di proposte da parte dei partiti al
Sono 5.742 gli emendamenti depositati in Commissione Bilancio in Senato, di cui 1.600 a firma dei partiti di maggioranza. E proprio l’alto numero di proposte da parte dei partiti al governo (677 proposte depositate da Forza Italia, circa 500 da Fratelli d’Italia, 399 dalla Lega e 62 da Noi Moderati) fa insorgere le opposizioni.
Numerosi emendamenti intervengono in modo strutturale sul settore del gioco pubblico.
Tra i più rilevanti compaiono tre proposte tra loro identiche, presentate dai senatori Rastrelli e Gelmetti, da Testor e Dreosto e da Lotito (Forza Italia). Le misure introducono dal 2026 un nuovo assetto tecnico ed economico per le AWP, fissando un payout minimo al 70 per cento e prevedendo un’aliquota del PREU pari al 19 per cento per gli apparecchi dotati di prototipi certificati. Le disposizioni stabiliscono che l’incremento di payout dovrà essere gestito mediante appositi algoritmi e che ogni apparecchio non potrà superare una vincita massima di 200 euro. È inoltre introdotto l’obbligo per il giocatore di impostare un limite massimo di tempo di utilizzo, con comunicazione obbligatoria sullo schermo. Le tre proposte stimano minori entrate per 544 milioni nel 2026 e 838 milioni nel 2027, da compensare mediante riduzione di due fondi statali.
Un altro nucleo di interventi riguarda il complesso rapporto tra filiera del gioco e Stato. Un emendamento a firma Ambrogio, Gelmetti, Mennuni, Russo e Nocco (Fratelli d’Italia) affronta il tema del prelievo una tantum del 2014, attribuendo ai concessionari la responsabilità diretta del versamento verso l’Erario e consentendo loro il diritto di regresso nei confronti della filiera. La proposta introduce la possibilità di estinguere i debiti residui mediante tre rate senza interessi, purché vi sia adesione e contestuale rinuncia al contenzioso. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dovrà definire gli importi dovuti entro trenta giorni e potrà applicare una riduzione fino al 20 per cento dell’ammontare residuo.
Un fronte distinto riguarda la tutela della salute e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico. L’emendamento 22.0.4 istituisce una “Giornata nazionale contro i disturbi del gioco d’azzardo”, con l’obiettivo di promuovere sensibilizzazione e coordinamento tra le istituzioni. L’emendamento 29.0.2 interviene invece sulle aliquote del PREU, prevedendo un aumento progressivo, e istituisce un Osservatorio indipendente presso il Ministero della Salute per valutare l’impatto del gioco sulla salute. Tale organismo avrà durata triennale, con possibilità di proroga. La stessa proposta impone al Ministero della Salute di aggiornare entro dodici mesi le linee guida nazionali per prevenzione e trattamento del disturbo da gioco d’azzardo, demandando poi alle Regioni la loro applicazione.
Sul versante della comunicazione commerciale si inserisce l’emendamento 24.0.6, che propone di estendere il divieto di pubblicità del gioco anche ai servizi informativi che confrontano quote e offerte commerciali degli operatori e ai servizi di infotainment che richiamano la grafica o l’identità di siti di gioco e scommesse. L’intento è ampliare il divieto già esistente ed evitare forme indirette di promozione. Il tema della prevenzione è ripreso anche dall’emendamento 24.0.4, che rafforza il fondo destinato al contrasto della ludopatia, incrementando le risorse per i piani nazionali e regionali e prevedendo che le campagne informative siano finanziate dal Ministero della Cultura tramite i fondi già definiti dal decreto Dignità.
Gli interventi di natura fiscale comprendono la proposta 17.0.26, che modifica la ripartizione del gettito derivante dalla patrimoniale straordinaria sugli extraprofitti bancari. L’emendamento destina 150 milioni annui, fino al 2028, al Fondo interventi strutturali di politica economica, rimodulando così le risorse disponibili. Un ulteriore emendamento, il 17.0.27, interviene sulle modalità di determinazione degli interessi dovuti in caso di ravvedimento operoso e sui crediti d’imposta maturati dalle imprese per ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.
Un emendamento a firma Croatti introduce l’obbligo per il Governo di presentare, entro febbraio di ogni anno, una relazione sulle missioni e sui programmi di spesa. Tale relazione dovrà essere articolata sia per amministrazione sia per misure trasversali, con l’obiettivo di rendere più chiara la struttura della spesa pubblica. Un’altra proposta chiede di inserire, nei processi di semplificazione amministrativa, una riorganizzazione dei flussi informativi tra amministrazioni centrali ed enti territoriali.
Gli ultimi interventi riguardano gli utenti dei servizi bancari e la modernizzazione della pubblica amministrazione. Un emendamento Mazzella punta a rafforzare la trasparenza dei prospetti informativi bancari, rendendo più chiari i criteri di calcolo dei tassi applicati ai clienti. L’emendamento Losacco propone invece di incrementare gli investimenti volti alla digitalizzazione degli archivi pubblici, con l’obiettivo di ridurre i tempi amministrativi e migliorare l’accessibilità dei dati.
PressGiochi
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