14 Gennaio 2026 - 05:22

Legge di Bilancio: M5s propone stretta sui siti di comparazione quote e servizi di infotainment

Un ulteriore giro di vite sulla pubblicità del gioco d’azzardo è quanto chiedono i senatori Bevilacqua, Turco, Pirro e Damante, con un ampliamento significativo del divieto di comunicazione commerciale previsto

17 Novembre 2025

Un ulteriore giro di vite sulla pubblicità del gioco d’azzardo è quanto chiedono i senatori Bevilacqua, Turco, Pirro e Damante, con un ampliamento significativo del divieto di comunicazione commerciale previsto dal “Decreto Dignità”, estendendo la norma anche ad attività e piattaforme finora non esplicitamente contemplate.

L’intervento modificherebbe l’articolo 9, comma 1, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, quello che nel 2018 ha imposto lo stop totale alla pubblicità del gioco d’azzardo su media tradizionali, affissioni, internet e social network. Con la nuova formulazione, il divieto si estenderebbe anche a una categoria sempre più diffusa di contenuti, spesso al confine tra informazione e promozione.

L’emendamento introduce, dopo l’elenco dei mezzi di comunicazione già soggetti al divieto, un nuovo passaggio che include:

  • i servizi informativi di comparazione di quote o offerte commerciali dei diversi competitors,
  • altri servizi di infotainment, quando tali servizi richiamino, anche solo nel nome o tramite elementi grafici, siti di gioco, scommesse o gambling.

Nella pratica, a rientrare nel perimetro del divieto sarebbero siti, portali e pagine social che comparano quote di bookmaker, confrontano bonus, mostrano classifiche delle offerte, oppure producono contenuti informativi o di intrattenimento che rimandano implicitamente a brand e piattaforme di scommesse.

Secondo i proponenti, l’obiettivo è chiudere una serie di “zone grigie” emerse dopo l’entrata in vigore del Decreto Dignità. Sebbene la pubblicità esplicita sia stata vietata, molti operatori del settore hanno continuato a presidiare il mercato tramite forme indirette di promozione, come portali di comparazione quote, siti di consigli e pronostici, contenuti “editoriali” sponsorizzati e canali social mascherati da infotainment sportivo.

L’emendamento mira dunque a impedire che messaggi promozionali continuino a raggiungere il pubblico attraverso percorsi indiretti, spesso difficili da individuare e regolare.

PressGiochi

Fonte immagine: https://depositphotos.com/it