04 Dicembre 2020 - 12:47

Legge di Bilancio 2021. Maggi (SGI) al Parlamento: “Riforma del settore. E’ arrivato il momento di dare alle aziende maggiore stabilità”

Crediamo che il 2020 si chiuderà per il gioco fisico con il -48/50%.  Il mercato online crescerà intorno al 25%. Quindi abbiamo un delta del 25% di giocate che sono o sparite o si sono spostate su altri canali

21 Novembre 2020

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“Anche il gioco legale ha subito gli effetti del Covid, è stato uno dei primi settori ad essere chiuso e uno tra gli ultimi ad esser ripreso. Nonostante l’adozione sin da subito di protocolli di sicurezza sviluppato da professionisti per tutelare dipendenti, fornitori e giocatori. Le ulteriori chiusure del settore ad ottobre, ha portato alla chiusura di tutto il gioco fisico, dal Bingo a tutti gli apparecchi, dalle sale scommesse ai corner che oggi sono fermi. Queste chiusure causano problemi di liquidità alle aziende con impossibilità di accedere al credito in questa fase iniziale. Tutte le aziende hanno persone in cassa integrazione e amministrazioni in smart working”.

Così Giovanni Emilio Maggi, di Sistema Gioco Italia, ha descritto la situazione nella quale si trova oggi il settore del gioco pubblico durante l’audizione che si è tenuta presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Sono seguite le richieste di modifica alla legge di Bilancio da parte di SGI.    Vedi Memoria SGI

“Chiediamo per questo che nella discussione della legge di bilancio – ha proseguito Maggi – di prevedere attenzioni anche al settore del gioco oltre a quelle previste all’articolo 205.

  • Il 205, è’ l’unico articolo che tocca il settore giochi ma proponiamo delle modifiche non reputandolo sufficiente per quelle che sono le necessità del settore del Bingo. In sostanza – oltre a quanto già previsto dall’articolo – riteniamo sia necessario in questa fase emergenziale sospendere i canoni per la proroga del bingo e prorogare la concessione per un tempo di 24 mesi prevedendo anche delle modalità economiche di proroga coerenti con quella che è la situazione del settore. Due tematiche che da anni il settore del Bingo sta chiedendo e che riguarda la possibilità di prevedere il trasferimento fuori dai comuni dove attualmente sono allocati i punti vendita anche in relazione alle complicazioni nate dall’introduzione di distanziometri introdotti dalle leggi regionali. La seconda cosa che riguarda il settore Bingo è di permettere la libera circolazione delle concessioni, ad oggi non è prevista, e sarebbe utile per consentire di dare ossigeno al settore e rendere flessibile l’operatività

 

Come ulteriori proposte, oltre alla questione bingo, che vogliamo segnalare ne abbiamo evidenziati 4:

  • apparecchi da intrattenimento che dal 2016 al 2020 hanno visto un incremento della tassazione notevole che lo hanno trasformato nel settore con il regime fiscale più punitivo e alto in Europa. Chiediamo lo stop degli aumenti previsti nella legge di Bilancio dello scorso anno e tornare alla tassazione del dicembre 2019, il che significherebbe una riduzione di 2,5% di Preu per le Awp e lo 0,6% sulle Vlt.
  • Proroga concessioni scommesse: la gara da tempo viene prorogata. Non è plausibile svolgerla per i motivi economici che hanno messo in ginocchio il settore a causa dell’emergenza Covid e per la mancata attuazione della riforma del settore, unico strumento che potrebbe risolvere la presenza di leggi regionali che creano norme a macchia di leopardo. Fare una gara adesso sarebbe poco logico. Chiediamo una proroga delle concessioni con un periodo sufficientemente lungo e con condizioni economiche delle proroghe compatibili con la situazione economica del momento.
  • VLT, è stata introdotta a gennaio la tessera sanitaria per l’accesso al gioco. Questo avrebbe impedito l’accesso al gioco. Ma tengo a ribadire che il principio non è corretto, in quanto le VLT sono installate solo nelle sale dedicate dove l’accesso ai minori è già vietato. Questo dovrebbe essere sufficiente. L’introduzione della tessera ha causato a partire dal primo giorno, la perdita del 30% di raccolta già nei primi due mesi dell’anno. Un 30% che vale per lo Stato di 600 milioni in meno.
  • Riforma e riordino del settore: è un tema su cui stiamo lavorando da molti anni. Siamo in prima linea con la massima disponibilità per ridefinire e riorganizzare l’offerta. Ma è arrivato il momento di dare alle aziende un quadro di riferimento definito e una prospettiva anche a medio termine. L’auspicio è che in considerazione di questo si possano prorogare le concessioni e ritornare a lavorare all’intesa Stato Regioni per impostare un mercato nuovo e solido del settore giochi.

In conclusione di audizione, il dr. Maggi ha anche risposto ad una domanda in merito al rischio di illegalità con gli esercizi di gioco chiusi. “Dati certi non ci dono – ha detto -. Uno spostamento su canali legali con la chiusura delle attività c’è sicuramente stato. Non abbiamo numeri ma il gioco illegale è facilmente reperibile per chi vuole continuare a giocare. Crediamo che il 2020 si chiuderà per il gioco fisico con il -48/50%.  Il mercato online crescerà intorno al 25%. Quindi abbiamo un delta del 25% di giocate che sono o sparite o si sono spostate su altri canali”.

 

Giochi. Bilancio 2021: le richieste di Sapar per modificare la legge

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