«Il Veneto non tragga profitto dal gioco d’azzardo»: a rivolgere l’invito sono un gruppo di giovani amministratori dei Comuni della cintura padovana: Federico Rampin (Piazzola sul Brenta), Simone Vecchiato (Trebaseleghe),
«Il Veneto non tragga profitto dal gioco d’azzardo»: a rivolgere l’invito sono un gruppo di giovani amministratori dei Comuni della cintura padovana: Federico Rampin (Piazzola sul Brenta), Simone Vecchiato (Trebaseleghe), Alessandro Ancilotto (Campo San Martino), Enrico Perusin (Camposampiero), Nicola Favale, Davide Romanello e Luca Lollo (Rubano), Simone Ambrosio (Cadoneghe) e Anna Iraci (Limena).
«Come consiglieri comunali di Piazzola sul Brenta, Trebaseleghe, Campo San Martino, Camposampiero, Rubano, Cadoneghe e Limena – dichiarano – esprimiamo una netta contrarietà all’ipotesi di far partecipare le Regioni al gettito erariale del gioco d’azzardo e alla formulazione attuale della legge sul riordino del settore. La proposta avanzata da alcune Regioni, tra cui il Veneto in sede di Conferenza Unificata, rischia di introdurre una “pericolosa distorsione” nelle politiche regionali dedicate alla salute pubblica».
Da qui l’appello congiunto dei consiglieri: «Serve un segnale deciso a tutela delle politiche di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo, un fenomeno che in Italia nel 2024 ha raggiunto i 157,5 miliardi di euro di raccolta, superando perfino le risorse del Fondo Sanitario Nazionale. Il nostro Paese è già primo al mondo per volume di gioco in rapporto al Pil. A questo si aggiunge quanto emerso dalla Commissione Antimafia nel novembre 2023: il gioco d’azzardo rappresenta oggi la principale fonte di entrate per le organizzazioni criminali. Alcune tipologie di gioco – come il Betting Exchange – favoriscono inoltre attività di riciclaggio. Collegare le finanze regionali agli introiti dell’azzardo significherebbe rendere inconciliabili la tutela della salute e il contrasto alle dipendenze con le esigenze di bilancio. Diminuire l’offerta di gioco vorrebbe dire ridurre le entrate regionali, spingendo di fatto le istituzioni a non intervenire contro un fenomeno che genera sofferenza e indebitamento».
Il messaggio si chiude con un appello rivolto direttamente ai candidati alle prossime elezioni regionali: «Il contrasto al gioco d’azzardo è un impegno di salute pubblica e di coesione sociale, già riconosciuto dal Piano Regionale della Prevenzione del Veneto e rafforzato dalla legge regionale 38 del 2019. Con l’avvicinarsi del rinnovo del Consiglio e della Presidenza della Regione, chiediamo trasparenza e una posizione chiara sul tema. Per questo invitiamo tutti i candidati consiglieri e i candidati presidenti del Veneto a esprimersi in modo netto».






