25 Settembre 2020 - 04:26

L’Antitrust decisa a far luce su istituti di credito che escludono le aziende del gaming

La stretta del credito decisa da alcune banche per le aziende di gioco fa muovere l’Antitrust, che intende ora riscontrare «eventuali anomalie nella disponibilità degli istituti a offrire servizi di

07 Luglio 2015

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La stretta del credito decisa da alcune banche per le aziende di gioco fa muovere l’Antitrust, che intende ora riscontrare «eventuali anomalie nella disponibilità degli istituti a offrire servizi di credito e finanziamento» agli operatori associati a As.tro, il principale sindacato di gestori di slot machine. Come riporta Italia Oggi, in una lettera inviata venerdì scorso all’associazione, l’Authority chiede di fornire la ragione sociale delle banche che non erogano finanziamenti né concedono credito e «le motivazioni addotte per giustificare tale comportamento», oltre all’elenco degli operatori che non hanno ottenuto servizi e la relativa documentazione con le richieste presentate e i dinieghi ricevuti.

Inoltre, As.tro dovrà inviare – entro 20 giorni – ogni altra documentazione relativa a «criticità concorrenziali» registrate dai gestori nell’accesso ai servizi di credito. L’associazione aveva già dato l’allarme nelle scorse settimane, segnalando come i maggiori istituti di credito italiani stiano mettendo in un angolo le aziende del gambling, perché in contrasto con i propri codici etici.

Negli ultimi mesi, Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Unipol hanno adottato misure restrittive nei confronti dei clienti che hanno rapporti con il mondo del gaming: nel primo caso, bloccando le transazioni di gioco su carte di credito ed eliminando dalle filiali la vendita di lotterie e Gratta&vinci.

Unipol ha invece annunciato l’intenzione di non voler investire nel settore e non fare credito a imprese esclusivamente attive nel gioco d’azzardo. «Non si tratta più di sporadici episodi di singole compagnie assicurative e di credito», sostiene As.tro, «il censimento del fenomeno indica, ormai, che i primi 20 istituti bancari del paese sono orientati verso l’esclusione delle aziende del gambling».

Un atteggiamento che porta a un «ostracismo bancario ingiustificato e discriminatorio», nonostante si parli di aziende autorizzate dallo stato. Molti operatori si sono così visti liquidare i propri rapporti bancari o negare l’accensione di conti o rapporti assicurativi provocando, conclude l’associazione, «un inevitabile impatto negativo anche sulla percezione erariale dei tributi inerenti la raccolta del gioco lecito».

PressGiochi

 

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