“Lo scenario normativo attuale rimane quello di divieto di pubblicità del gioco. Vige ancora il decreto dignità che ha promulgato un divieto di pubblicità al gioco. In seguito al riordino
“Lo scenario normativo attuale rimane quello di divieto di pubblicità del gioco. Vige ancora il decreto dignità che ha promulgato un divieto di pubblicità al gioco. In seguito al riordino dignità, è stato emanato un decreto riordino giochi grazie al quale si è aperta un’ulteriore possibilità di comunicazione informativa. Questa possibilità nel decreto riordino è stata nominata come pubblicità funzionale alla diffusione del tema del gioco responsabile. Effettivamente la parola pubblicità e promozione delle tematiche del gioco responsabile ha creato un pò di confusione interpretativa.
Il contesto resta comunque quello di diffusione informativa; informazioni volte a tutelare la salute del giocatore. Nel decreto di riordino del gioco online viene fornita una prima definizione di quello che è il gioco responsabile: è l’insieme di misure volte a ridurre la diffusione di comportamenti di gioco eccessivo o problematico e volte a sviluppare nel giocatore la capacità di giocare in modo equilibrato, consapevole e controllato.
Non si tratta di una definizione esaustiva e necessita poi di chiarimenti, spiegazioni per l’utente però è una prima definizione che troviamo nel quadro normativo. L’obiettivo che si pone la norma è quello di tutelare la salute del giocatore attraverso strumenti di tecnologia avanzati (come AI).
L’articolo 15 del decreto divide in due il tema della comunicazione commerciale. Da una parte c’è la comunicazione obbligatoria: i concessionari dovranno investire lo 0,2% dei ricavi netti in comunicazione su tematiche di interesse sociale prestabilite sempre in un’ottica di tutela dei giocatori con particolare riferimento alla fasce considerate più vulnerabili. Poi un tipo di comunicazione non obbligatoria: il concessionario può campagne di promozione e diffusione anche a fini sociali di messaggi coerenti con l’esigenza di promuovere la prevenzione e il contrasto del gioco patologico.
Recentemente AGCOM ha ritenuto di dover aggiornare le proprie linee guida del 2019: ha promulgato un atto di indirizzo pubblicato per aprire una consultazione pubblica con associazioni, fondazioni e operatori. A questa consultazione pubblica hanno partecipato più di 25 soggetti associazioni, fondazioni e operatori e a breve sarà definita la nuova versione delle linee guida.
L’atto di indirizzo AGCOM ha spiegato chiaramente che le linee guida saranno rivolte a qualsiasi utente e gli obblighi valgono non solo per i concessionari ma a anche agli altri soggetti che, a qualsiasi titolo, volessero promuovere o diffondere temi di gioco responsabile. È stato chiarito che gli inviti, le esortazioni, i link ai siti di gioco non sono consentiti.
È stato poi chiarito che non possono essere inclusi riferimenti a offerte o bonus di singoli operatori. L’uso del logo deve essere una mera firma, qua si apre un’ulteriore tematica controversa che non è stata ancora chiarita.
Sono poi presenti rimandi informativi e obbligo di indicare i numeri di assistenza. Altro aspetto interessante è l’obbligo di effettuare un monitoraggio dell’impatto del messaggio, quindi il ricordo e la comprensione che l’utente ha di questa tipologia di messaggi.
Nel contesto europeo, stiamo assistendo ad un rafforzamento della tutela dell’utente/consumatore. Già dal 2014, con la raccomandazione dell’UE, per il gioco online si erano stabiliti dei principi che gli stati membri sono chiamati ad osservare e ad implementare nella propria legislazione nazionale (particolare attenzione per minori e soggetti deboli).
Poi il digital service act ha rafforzato gli ambiti di responsabilità delle piattaforme per i contenuti. Fino ad arrivare alla recente direttiva green washing che include anche il concetto di social washing. Per social washing si intende l’utilizzo di inserzioni che abbiano delle connotazioni etiche o sociali, senza un reale impegno, per migliorare l’immagine pubblica e ottenere vantaggi economici.
Questa disciplina europea – poi implementata anche nel contesto giuridico italiano – ha definito che tipo di informazioni vanno erogate ai consumatori. Gli operatori economici hanno l’obbligo di fornire informazioni chiare, complete, pertinenti e affidabili anche in termini probatori e per gli aspetti sociali”.
Lo ha dichiarato Marina Lanfranconi, Principal Legal IP, Media & New Technologies, KPMG nell’ambito del webinar organizzato dalla Fondazione FAIR dal titolo “La comunicazione del Gioco Responsabile”.
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