22 Settembre 2020 - 20:09

La trasformazione in corso del betting italiano. Di Giovanni Carboni

“Lo sportbook italiano nel biennio 2015 – 2016 è radicalmente cambiato – scrive in una nota Giovanni Carboni di Egla -.Abbiamo a disposizione molte informazioni, soprattutto per il segmento del gioco

16 Febbraio 2017

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“Lo sportbook italiano nel biennio 2015 – 2016 è radicalmente cambiato – scrive in una nota Giovanni Carboni di Egla -.Abbiamo a disposizione molte informazioni, soprattutto per il segmento del gioco online legale, su cui basare l’analisi del trend e prevedere quindi le ulteriori evoluzioni.

• La spesa del betting online legale è cresciuta YoY del 25% nel 2015 e del 31% nel 2016. La spesa del segmento offline è invece calata del -13% nel 2015 ed è cresciuta del 14% nel 2016.
• Il segmento offline ha ancora nel 2016 una quota del 62%. Era pari al 73% nel 2014.
• Il margine è pari nel 2016 a 8,6% nel segmento online e 16,8%, quasi il doppio, nel segmento offline. Si è ridotto di 5 punti nel 2016 rispetto al 2014, in entrambi i segmenti.
• La riduzione del margine è compensata nel 2016 per circa 1 punto da minori imposte, sia per il segmento offline sia per quello online, grazie al passaggio alla tassazione sul margine.

Riguardo al segmento online inoltre:
• La raccolta del gioco in-play era 48% nel 2014. È passata a 66% già nel 2015, poi si è assestata a 68% nel 2016.
• Il numero di giocatori attivi nel mese è cresciuto YoY dell’8% nel 2015 e del 26% nel 2016.
• La spesa per giocante invece era cresciuta YoY dell’19% nel 2015 e dell’8% nel 2016.
• La quota del gioco mobile era 15% nel 2013, 26,5% nel 2014, 30% nel 2015. Non disponiamo del dato del 2016, ritengo sia avvenuto un progresso ben superiore a quello del 2015.

Come si può vedere la dinamica nei due anni è diversa. Vediamo ora i cambiamenti avvenuti dal punto di vista dell’offerta:
• A fine 2014 è entrato nel mercato dot.it bet365, portando con sé una grossa dote di giocatori dal dot.com.
• Alcuni operatori di CTD regolarizzati sono entrati nel mercato legale offline, in particolare Goldbet fin dalla prima metà del 2016 e PlanetWin a fine 2016.
• Gli stessi operatori di CTD sono entrati nel mercato dot.it, in particolare Goldbet a fine 2015 e Betaland a fine 2016.
• Alcuni operatori online di livello internazionale hanno diversificato l’offerta sulle scommesse, in particolare 888 e PokerStars.

Aggiungo un’altra circostanza che considero omogenea alle precedenti:
• I grandi operatori italiani terrestri hanno adottato una strategia multicanale, cioè riconoscono la rilevanza del canale online e la sua sinergia con il canale offline.

Veniamo ora all’analisi di questi fatti. La spesa del betting in totale nel 2016 è solo 16% in più rispetto al 2014, anni entrambi che hanno ospitato un grande avvenimento calcistico. L’intera crescita è ampiamente riconducibile all’ingresso nel mercato legale di operatori già presenti in Italia tramite siti dot.com e CTD. Perciò non c’è crescita di volumi di gioco e l’ingresso di nuovi giocatori è limitato. L’evoluzione del mercato è essenzialmente costituita da:
• trasferimento dal mercato illegale,
• migrazione dall’offline all’online,
• spostamento di quote tra operatori.

Riguardo all’online la crescita è riconducibile in modo preponderante:
• nel 2015 all’ingresso di bet365; nel 2015 raggiunge rapidamente una quota pari a circa 20%. Poi nel 2016 crescono i suoi volumi, a scapito dei concorrenti diretti Paddy Power, William Hill, Bwin, ma non cresce la sua quota di mercato.
• nel 2015 e nel 2016, alla migrazione pilotata di volumi di gioco dall’offline all’online da parte di Eurobet, Snai, Sisal, mentre Lottomatica sembra perdere terreno. Questi operatori non subiscono l’evoluzione verso l’online ma la usano, consapevoli del fattore strategico costituito dal proprio controllo territoriale, tenuto conto che una quota crescente di giocatori progressivamente usa il canale online ma rimane legato e frequenta betshop e luoghi fisici e considera l’attività di gioco parte della vita sociale in tali luoghi;
• nel 2016, all’ingresso nel mercato dot.it degli operatori di CTD. Essi adottano il modello basato su reclutamento, mantenimento e prestazione di servizi di pagamento del giocatore in punti fisici, avendo trasformato i propri CTD in PVR: punti di vendita e di ricarica e prelievo.

I dati di incremento nuovi giocatori online e incremento spesa di gioco nel 2015 e 2016, che ho precedentemente riportato, rispecchiano questa analisi.

Riguardo all’offline il mantenimento dei volumi, in presenza della migrazione controllata verso l’online, è essenzialmente riconducibile agli operatori regolarizzati. La loro quota di mercato è in crescita. È ora circa pari al 15% del mercato e potrebbe raggiungere un quarto del mercato con l’ingresso di Stanleybet nel mercato regolare.

Lo sviluppo del canale mobile è un determinante della trasformazione descritta. Ma, oggi, sostanzialmente sposta volumi, non crea nuovo mercato del gioco.

Resta complesso da capire e spiegare perché in Italia a fronte di un numero di utenti Internet pari a 38 milioni e di 20 milioni di utenti attivi sui social, il numero dei giocatori che hanno aperto un conto di gioco è pari solo a 3 milioni e il numero dei giocanti unici nel mese è 725.000. Meno del 2% degli utenti Internet gioca online”.

PressGiochi