14 Luglio 2024 - 18:13

La sostenibilità è questione di equilibrio e pianificazione

La sostenibilità per il settore del gioco pubblico è oramai un principio introdotto e definito, anche se in modi diversi, sia nella legge di delega fiscale che nel successivo decreto

08 Luglio 2024

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La sostenibilità per il settore del gioco pubblico è oramai un principio introdotto e definito, anche se in modi diversi, sia nella legge di delega fiscale che nel successivo decreto legislativo del 23 marzo 2024 n. 41 (Disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza, ai sensi dell’articolo 15 della legge 9 agosto 2023, n. 111).

La sostenibilità può assumere mille volti e concretizzarsi in una miriade di iniziative l’importante per un’azienda è trovare il gusto equilibrio tra i vari pilastri della sostenibilità: ambiente, sociale e governance (intesa come equilibrio economico). Non c’è azienda senza un valore economico che possa essere distribuito tra i suoi stakeholder e quindi qualsiasi iniziativa di sostenibilità deve essere inquadrata nell’ambito di una strategia che veda l’interesse economico tutelato.

Negli ultimi anni si è registrata una crescente attenzione globale verso la sostenibilità anche nel settore del gioco. L’adozione di pratiche sostenibili ha un impatto positivo significativo sull’ambiente e sulle comunità locali anche nel contesto dei giochi, soprattutto se si pensa alle politiche di riduzione e prevenzione del disturbo dal gioco d’azzardo.

Le aziende del settore del gioco che adottano pratiche sostenibili possono trarre numerosi vantaggi economici. L’efficienza energetica e la gestione ottimale delle risorse permettono di ridurre i costi operativi e di migliorare la reputazione aziendale. Infine, le aziende sostenibili risultano più attrattive dal punto di vista finanziario, beneficiando di migliori condizioni di accesso al credito.

Non esiste una strategia di sostenibilità valida per tutte le aziende; ogni impresa deve identificare le iniziative più coerenti con il proprio core business. Un buon punto di partenza è definire una mappa evolutiva verso la sostenibilità. In questo contesto, la correlazione tra il grado di integrazione della sostenibilità nella strategia aziendale e il tempo permette di individuare diversi stadi di evoluzione verso la sostenibilità (2007, Molteni).


Per il settore del gioco è possibile individuare nello specifico diversi stadi con riferimento alle esperienze già in essere:

Primo stadio: informale. In questo stadio iniziale, le iniziative di sostenibilità sono sporadiche e non integrate nella strategia aziendale.

  • Azioni per la tutela ambientale (riduzione delle emissioni di CO2);
  • Misure a favore dei dipendenti.

Secondo stadio: corrente. Iniziano le prime azioni concrete e formalizzazioni

  • Codice etico;
  • Bilancio di sostenibilità.

Terzo stadio: sistematico. Le pratiche diventano sistematiche e mirate a ottenere un vantaggio competitivo.

  • Uso della catena del valore per le iniziative di sostenibilità;
  • Iniziative di welfare aziendale, ecc..

Quarto stadio: innovativo. L’azienda innova continuamente nelle sue pratiche di sostenibilità.

  • Sviluppo di strategie competitive basate sulla sostenibilità;

Quinto stadio: dominante. La sostenibilità è integrata nella cultura aziendale.

  • Completa integrazione degli obiettivi di sostenibilità nella strategia aziendale.

Per sviluppare una strategia sostenibile nel settore del gioco, è essenziale identificare il proprio stadio e pianificare i passi successivi. Le aziende iniziano generalmente con azioni informali come iniziative per i dipendenti e l’ambiente per evolversi gradualmente verso approcci sempre più integrati.

Cari lettori, la rubrica si ferma il mese di agosto per ritornare a settembre con tanti spunti operativi per la sostenibilità. Una piccola anticipazione… stiamo lavorando ad un questionario per individuare lo stadio di sostenibilità.


Lesson Learned

La strategia di sostenibilità un percorso a stadi successivi:

Comprendere il proprio stadio può essere utile per programmare i passi successivi.

Le certificazioni e la formalizzazione delle iniziative di sostenibilità (bilancio di sostenibilità) possono essere un passaggio intermedio ma non la meta finale.

L’obiettivo principale deve essere la completa integrazione degli obiettivi di sostenibilità nella strategia aziendale (stadio dominante).

 

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Laura D’Angeli è consulente direzionale e fondatrice dello “Studio D’Angeli” con esperienza ventennale nel lancio di start up e nella pianificazione strategica ed economico-finanziaria. Negli ultimi 15 anni la sua attività si è concentrata su progetti per l’innovazione, la sostenibilità e il marketing responsabile nel settore del gaming.

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