18 Febbraio 2026 - 19:33

La parità di genere come fattore di crescita e di sostenibilità del settore del gioco pubblico

L’imminente riordino del gioco terrestre si inserisce in una fase in cui il settore è chiamato a dimostrare non solo sostenibilità e trasparenza, ma anche la capacità di evolversi rispetto

03 Febbraio 2026

L’imminente riordino del gioco terrestre si inserisce in una fase in cui il settore è chiamato a dimostrare non solo sostenibilità e trasparenza, ma anche la capacità di evolversi rispetto alle innovazioni digitali e di allinearsi ai principali driver economici riconosciuti a livello istituzionale.

Tra questi, il capitale umano e in particolare la parità di genere, rappresenta un fattore fondamentale per la crescita, ormai, anche misurabile: l’aumento dell’occupazione femminile è associato, secondo stime della Banca d’Italia, a un incremento potenziale del PIL di circa il 10% nel lungo periodo; l’EIGE indica che ogni punto percentuale aggiuntivo nel tasso di occupazione femminile produce un aumento dello 0,28% del PIL; il FMI conferma che la riduzione del divario di partecipazione al lavoro porterebbe circa 0,1 punti percentuali di crescita annua tra il 2025 e il 2100.

Dal punto di vista aziendale, recenti studi della CONSOB mostrano che una presenza femminile nei board superiore al 17–20% è correlata a migliori indicatori di redditività (ROE, ROS, ROIC e ROA), mentre analisi del Cerved evidenziano una minore probabilità di default nelle aziende con più del 20% di donne negli organi di governo.

Se questi dati mostrano in modo oggettivo e scientifico il valore economico che una maggiore partecipazione femminile nel lavoro e nei ruoli apicali può generare, è altrettanto evidente quanto sia complesso, nella pratica, colmare il divario ancora presente in Italia. Nonostante la crescente attenzione normativa e le numerose iniziative di sensibilizzazione, emergono ancora resistenze culturali radicate che continuano a ostacolare l’ingresso e l’avanzamento delle donne nel mondo del lavoro.

L’Italia si colloca all’87º posto su 146 Paesi nel Rapporto globale sulla disparità di genere 2024 del World Economic Forum, un arretramento significativo rispetto agli ultimi due anni. Il report, che analizza economia, istruzione, salute e rappresentanza politica, evidenzia come le difficoltà recenti abbiano inciso soprattutto sulle fasce più fragili. Sul fronte della partecipazione e delle opportunità economiche, il WEF stima che, senza interventi mirati, la piena parità tra uomini e donne richiederà ancora 152 anni: un dato scoraggiante.

Anche nel settore del gioco pubblico c’è ancora molto lavoro da fare sulla parità di genere: da un lato è necessario aumentare ulteriormente le azioni nelle aziende che hanno già implementato politiche inclusive; dall’altro è necessario ampliare il numero di imprese effettivamente coinvolte. Ne deriva una doppia parzialità, sia nell’intensità delle iniziative sia nella loro diffusione. Per ottenere un miglioramento complessivo del settore e generare benefici economici tangibili è indispensabile un’azione più ampia, sistemica e monitorabile.

In questo quadro, l’introduzione di una metodologia strutturata di implementazione e monitoraggio, come l’adozione di Gender Equality Plan (GEP) specifici per il settore del gioco, potrebbe rappresentare un passaggio decisivo.

I GEP europei si basano su alcuni pilastri fondamentali:

  • un impegno pubblico e formale dell’organizzazione sulla parità di genere;
  • risorse dedicate e responsabilità definite all’interno della governance;
  • raccolta regolare di dati disaggregati per genere; monitoraggio continuo tramite indicatori verificabili;
  • programmi di formazione obbligatori su bias, inclusione e leadership.

A questi elementi si affiancano azioni mirate in aree chiave, come il riequilibrio dei ruoli decisionali, la trasparenza nei processi di selezione e carriera, la riduzione dei divari retributivi e il sostegno a politiche efficaci di conciliazione vita-lavoro. Applicare un GEP strutturato all’interno del settore e della filiera del gioco significherebbe passare da iniziative frammentate a un modello coerente lungo tutta la filiera, replicabile e soprattutto valutabile nel tempo. Questo approccio, già consolidato a livello europeo, permetterebbe al comparto di muoversi in linea con le migliori pratiche e di rafforzare, allo stesso tempo, sostenibilità economica, governance e reputazione.

Considerando anche quanto già previsto dal bando per il gioco online, che ha introdotto tra i requisiti documentali e di valutazione elementi legati alle pari opportunità, alle politiche di inclusione lavorativa e alla presenza di pratiche aziendali funzionali alla parità di genere emerge chiaramente come la diversity sia ormai parte integrante dei criteri di buona governance riconosciuti a livello istituzionale.

La struttura del settore, fortemente radicata in attività fisiche e con una filiera articolata tra concessionari, gestori, esercenti e produttori, impone una riflessione sulle leve che generano valore economico stabile e duraturo nel tempo. La parità di genere può rientrare tra queste leve: è un elemento associato a maggiore crescita, governance più robusta e riduzione del rischio operativo.

Inserire criteri di diversity e gender balance nelle linee guida per la governance aziendale non dovrebbe essere quindi un esercizio formale, ma un passaggio funzionale al rafforzamento strutturale.

In una fase in cui la riforma punta a razionalizzare la rete, migliorare la qualità dell’offerta e consolidare la credibilità dell’intero sistema verso l’opinione pubblica, l’integrazione esplicita di obiettivi di parità di genere rappresenta un vero segnale di maturità industriale. Non è un elemento accessorio o un obbligo di compliance da assolvere formalmente, ma una leva strategica che incide su produttività, capacità economica e di finanziamento, gestione del rischio e reputazione complessiva del comparto. Le evidenze scientifiche mostrano infatti che una maggiore presenza femminile nei ruoli apicali è associata a migliori performance finanziarie, maggiore stabilità e governance più solida: parametri cruciali proprio in un momento di riordino strutturale.

Per il settore del gioco terrestre, storicamente segnato da una scarsa rappresentanza femminile soprattutto nelle posizioni di leadership e nelle funzioni tecniche, questa riforma può diventare un’occasione concreta di allineamento alle migliori pratiche europee. Investire su diversity e inclusione significa rendere il settore più trasparente, più competitivo e più capace di rispondere alle attese di istituzioni, stakeholder e opinione pubblica. È un passaggio che contribuisce direttamente alla sostenibilità economica e reputazionale del comparto, rafforzandone la legittimazione sociale e posizionandolo in modo più credibile nel quadro delle trasformazioni in corso.

Lesson learned

La riforma del gioco pubblico rende necessario dotarsi di strumenti efficaci per rafforzare la governance e migliorare la sostenibilità del settore. In questo contesto, la parità di genere può assumere un ruolo strategico e non accessorio. Da qui emergono due indicazioni chiave:

1. La parità di genere rafforza redditività, governance e competitività

Integrare gli obiettivi di gender balance nell’azienda non è un adempimento formale, ma una leva strategica che migliora la redditività, la produttività e la solidità gestionale, rendendo il comparto più competitivo.

2. Servono strumenti strutturati e misurabili

Per superare iniziative frammentate e non strutturate nel tempo, le aziende possono adottare metodologie specifiche e sviluppare veri e propri piani di sviluppo, basati su responsabilità definite, raccolta dati, indicatori e monitoraggio continuo.

Laura D’Angeli – PressGiochi


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Laura D’Angeli è consulente direzionale e fondatrice dello “Studio D’Angeli” con esperienza ventennale nel lancio di start up e nella pianificazione strategica ed economico-finanziaria. Negli ultimi 15 anni la sua attività si è concentrata su progetti per l’innovazione, la sostenibilità e il marketing responsabile nel settore del gaming.

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