21 Ottobre 2020 - 23:47

La Lega vuole scatenare il valzer degli Enti territoriali

Forse non tutti sanno che in Senato è all’esame un disegno di legge composto da un solo articolo e da poche righe, che andando a modificare l’art.132 della Costituzione potrebbe

26 Settembre 2020

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Forse non tutti sanno che in Senato è all’esame un disegno di legge composto da un solo articolo e da poche righe, che andando a modificare l’art.132 della Costituzione potrebbe dare il via a un vero e proprio valzer di distacchi di comuni e province da una regione per confluire in un’altra, nonché di fusioni fra regioni o di distacchi da una regione per crearne un’altra (sempre che abbiano un minimo di un milione di abitanti).

Il Ddl (Atto Senato n.1642) è firmato da numerosi esponenti del gruppo Lega-Salvini Presidente –Partito Sardo d’Azione ed è un’iniziativa chiaramente volta a sostenere l’autodeterminismo territoriale, senza tener conto dei numerosi risvolti che ciò potrà avere sul piano degli equilibri, già molto precari, esistenti.

Potremmo immaginare, ad esempio, una sorta di assalto alla brava, efficiente e inappuntabile Lombardia da parte di alcune province limitrofe (ad es. Piacenza, Novara, Alessandria), oppure al tentativo di approdo su Roma di tanti comuni del viterbese, del reatino o del pontino. Od anche che la Romagna si stacchi una volta per tutte dall’Emilia e che la Sardegna o la Sicilia si sdoppino in due regioni.

In base all’attuale testo dell’art.132 Cost. queste operazioni sono fattibili con procedure che richiedono anche la consultazione referendaria, la quale, per essere valida, deve soddisfare due condizioni: che vi partecipi la maggioranza degli aventi diritto e che il numero dei favorevoli (sempre comunque maggiore dei contrari) sia superiore alla maggioranza degli elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni interessati.

Ad esempio, se in un territorio con un milione di votanti potenziali ne vanno a votare per il referendum solo 450.000, il SI perderebbe anche col 100% dei voti!

Un vincolo che la Lega ritiene troppo pesante e perciò, nel suo disegno di legge propone modifiche tali per cui un distacco, una fusione o una confluenza di enti territoriali sarà possibile purchè alla votazione partecipi la maggioranza degli aventi diritto e sia raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Per la cronaca, mentre per costituire l’ultima regione, il Molise, è stato necessario ricorrere ad un artifizio normativo (cioè a una norma transitoria), dal 2005 ad oggi dei 26 referendum indetti sulla base delle proposte di variazione territoriale, 12 sono stati respinti proprio perché il numero dei voti favorevoli ottenuti è stato inferiore alla maggioranza delle popolazioni interessate.

L’istituto, nel corso degli anni, è andato via via affievolendosi, ma la proposta della Lega potrebbe improvvistamente riaccenderlo e assecondarlo, dando il via ad una serie di migrazioni senza fine che sicuramente inciderà, nel bene o nel male, sulla vita politica, amministrativa ed economica delle Regioni, variandone di volta in volta gli equilibri.

Inutile dire quanto tutto ciò andrebbe ad aggravare la già difficilissima situazione delle aziende del nostro settore. Perciò, non resta ache augurarsi che l’iter del disegno di legge in oggetto si blocchi da qualche parte, e lì vi rimanga per sempre.

 

MC – PressGiochi