23 Settembre 2020 - 14:00

CGUE: gli Stati membri nel regolare il gioco valutino non solo gli obiettivi ma anche gli effetti delle proprie politiche

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) lo scorso 30 giugno è intervenuto nella causa al Casinò Admiral (C-464/15) sull’analisi di proporzionalità effettuata dagli Stati membri nel limitare la libera

11 Luglio 2016

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) lo scorso 30 giugno è intervenuto nella causa al Casinò Admiral (C-464/15) sull’analisi di proporzionalità effettuata dagli Stati membri nel limitare la libera prestazione dei servizi di gioco sulla base delle proprie politiche pubbliche.

La CGUE ha chiarito che la valutazione di proporzionalità deve essere condotta “non solo con l’obiettivo di tale normativa, al momento della sua adozione, ma anche sugli effetti della normativa stessa, valutata dopo la sua adozione”. Infatti, la Corte di Giustizia ha chiarito che il criterio di proporzionalità deve essere dinamico piuttosto che statico e tenere conto di tutti gli effetti della legislazione che si sviluppano in seguito all’adozione della stessa.

 

La CGUE ha rilevato che:

  • “la normativa in questione deve ridurre le occasioni di gioco d’azzardo e combattere il crimine nel gioco d’azzardo non solo al momento della sua adozione, ma anche successivamente”, (paragrafo 34; corsivo);
  • “[…] in una recensione di proporzionalità, l’approccio adottato dal giudice del rinvio deve essere dinamico piuttosto che statico, nel senso che si deve tener conto del modo in cui le circostanze si sono sviluppate in seguito all’adozione della normativa in questione”;
  • “[…] la proporzionalità della normativa nazionale restrittiva nel settore dei giochi d’azzardo deve basarsi non solo sull’obiettivo di tale normativa al momento della sua adozione, ma anche sugli effetti della normativa, valutato dopo la sua adozione”.

Citando la sua precedente giurisprudenza (in C-390/12, Pfleger e altri), la CGUE ha anche ricordato che si deve tener presente che il giudice nazionale deve effettuare una valutazione globale delle circostanze in cui la legislazione restrittiva, come quella di cui trattasi nella causa principale, è stato adottato e implementato”.

Inoltre, la valutazione della proporzionalità non può limitarsi ad un’analisi della situazione come era al momento in cui è stata adottata la normativa in questione, ma deve anche tener conto della fase di attuazione di tale normativa”.

 

Maarten Haijer, Segretario Generale della EGBA, ha accolto con favore il giudizio e ha dichiarato: “La libertà di fornire servizi è una delle pietre miliari del mercato interno dell’UE. Pertanto, è di fondamentale importanza che una limitazione di qualsiasi libertà fondamentale sia adeguata e proporzionata al raggiungimento dell’obiettivo politico dichiarato. La Corte ha chiarito che la valutazione dell’esistenza o meno di una legge restrittiva deve essere adeguata e non deve fermarsi dopo che la legge è entrata in vigore, ma deve continuare come un processo dinamico. Inoltre occorre ricordare che la normativa nazionale del gioco d’azzardo in uno Stato membro nel suo complesso deve essere coerente”.

PressGiochi

Fonte immagine: DGOJ