21 Settembre 2020 - 14:26

Ippica in protesta. A Cesena i lavoratori bloccano le corse

Gli investigatori del Commissariato della Polizia di Stato di Cesena stanno ricostruendo il tentativo di blocco delle corse al trotto effettuato sabato scorso da una decina di lavoratori del settore provenienti da

30 Giugno 2015

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Gli investigatori del Commissariato della Polizia di Stato di Cesena stanno ricostruendo il tentativo di blocco delle corse al trotto effettuato sabato scorso da una decina di lavoratori del settore provenienti da Napoli (spalleggiati da un altro centinaio di colleghi provenienti dalla Campania e dalla Toscana) che hanno invaso la pista facendo ritardare di circa mezz’ora l’inizio della prima corsa.

Per fare rientrare la protesta, diretta contro i Ministeri dell’Agricoltura e dell’Economia che organizzano l’attività ippica per quanto riguarda le corse e le scommesse a causa dei pagamenti ritardati e dei continui tagli al montepremi, fonte di sostentamento per allenatori, guidatori e proprietari dei cavalli da corsa, è stato determinante l’intervento massiccio delle forze dell’ordine, soprattutto della Polizia coordinata dal vice questore Michele Pascarella, dirigente del Commissariato di Cesena, che aveva conosciuto personalmente alcuni dei dimostranti alcuni anni fa, quando operava nella zona di Bagnoli e Agnano dove si trova l’ippodromo di Napoli.

I protagonisti dell’invasione di pista si sono presi una responsabilità importante: interrompere una manifestazione sportiva o uno spettacolo pubblico è un reato e comporta anche l’emissione del Daspo, il provvedimento dell’autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza che inibisce l’accesso agli impianti sportivi per un periodo che può arrivare fino a otto anni. In sostanza chi riceve un Daspo non può accedere a impianti sportivi e deve presentarsi all’autorità di pubblica sicurezza per firmare un apposito registro negli orari delle manifestazioni. Se si tratta di una persona che lavora in un ippodromo, come pare essere in questo caso, rischia quindi anche di perdere il lavoro.

Particolarmente a rischio è la posizione delle quattro o cinque persone che si sono sedute o sdraiate in pista rifiutandosi di obbedire all’ingiunzione di allontanarsi delle forze dell’ordine. Anche stasera, per la seconda riunione di corse all’Ippodromo del Savio, verrà rinforzata la presenza delle forze dell’ordine, anche se fino a ora non ci sono segnali che possano far pensare a nuove manifestazioni di protesta.

PressGiochi