29 Settembre 2020 - 09:06

In Senato si parla di sostenere lo sport e il Coni con i proventi delle scommesse sportive

“Fino al 2003 il CONI viveva del 50 per cento dei proventi del totocalcio e che l’altro 50 per cento andava allo Stato. Il totocalcio – ha ricordato ieri in

01 Luglio 2016

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“Fino al 2003 il CONI viveva del 50 per cento dei proventi del totocalcio e che l’altro 50 per cento andava allo Stato. Il totocalcio – ha ricordato ieri in Aula al Senato il sen. Carraro di Forza Italia – ha esaurito il suo ciclo; adesso però è vero che il CONI prende 400 milioni dallo Stato con la legge di stabilità, ma è altrettanto vero che dalle sole scommesse sportive lo Stato ricava 600 milioni. Pertanto, ancora oggi, se consideriamo quanto lo Stato investe a livello centrale e periferico e quanto lo sport produce, anche come imposte pagate dalle società sportive sui diritti televisivi, credo che lo sport complessivamente si comporti bene nei confronti del nostro Paese.

 

Michelino Davico del Gal ha ricordato come “si era tornati a parlare di un Ministero per lo sport qualche anno fa, magari naturale destinatario del famoso tesoretto derivante dagli incassi delle scommesse sportive, ma per qualche ragione il progetto non è andato in porto. In quell’ipotesi, che ritengo possa essere ripresa e valutata, il CONI avrebbe dovuto solo occuparsi dell’attività olimpica, cioè della partecipazione e dell’immagine del nostro Paese al più grande evento sportivo planetario, non anche della direzione e della visione che un Paese vuol dare ai cittadini in una materia tanto importante e di cui ci ricordiamo solo – e spesso, per fortuna – quando i nostri campioni si distinguono in tutto il mondo”.

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