19 Aprile 2021 - 09:02

In nome della Legalità. Baretta (MEF): “Negando il credito al settore giochi si mette in discussione il ruolo dello Stato”

L’ex sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pierpaolo Baretta, è intervenuto al convegno in streaming “In nome della Legalità”, entrando a gamba tessa sull’organizzazione del settore, dell’offerta e della rappresentanza

26 Febbraio 2021

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L’ex sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pierpaolo Baretta, è intervenuto al convegno in streaming “In nome della Legalità”, entrando a gamba tessa sull’organizzazione del settore, dell’offerta e della rappresentanza del comparto.

Nel NADEF dello scorso anno è scritto che è necessario un riordino del settore. Laline sulla quale mi ero mosso era realizzare entro un anno il riordino. E’ difficile pensare a delle nuove gare in assenza di parametri che risolvano i problemi presenti. Bisogna coordinare i tempi.

Necessario è il riordino del settore, auspicando nel 2021 e una scadenza che fisserei per il 2022. Un altro aspetto importante è l’accordo Stato-Regioni, rivelatosi nel tempo il primo punto di riferimento per ripartire, anche se bisogna farlo consapevoli di quali punti sono stati risolti e quali, non pochi, irrisolti. Bisogna inoltre riorganizzare l’offerta e affrontare nel modo giusto – continua Baretta – lo spostamento dal gioco al dettaglio a quello online, per il quale c’è una legislazione rigorosa ma non sufficiente, dobbiamo stare attenti perchè gli operatori sono molto interessati a questo segmento. La prime osservazione che vorrei fare è che considero un errore associare il settore del gioco all’illegalità, perchè stiamo parlando di un settore legale e che ha un controllo pubblico e se si nega la possibilità di aprire un conto a queste imprese si mette in dubbio il controllo dello Stato nel settore. La seconda osservazione è riguardo le manifestazioni di questi giorni, c’è stato un approccio importante che è per la difesa della legalità, io considero il gioco una condizione della vita e laddove ci sono gli eccessi deve essere combattuto. Nei movimenti delle ultime settimane è emersa una necessità di riorganizzare la rappresentanza di questo settore. Siamo in grado di suggerire al nuovo Governo di affrontare la questione del riordino in tempi certi e brevi, di pensare ad una riorganizzazione dell’offerta. Infine, l’invito che faccio ai gestori e ai concessionari è quello di tenere presente una riorganizzazione della rappresentanza”. 

“Sul tema dei rapporti con le banche ne avevo parlato con l’ABI e con la Presidenza della repubblica interpellata dagli operatori. Il gioco non può finire nella rete nera delle banche non solo perché è un settore legale ma perché ha il controllo pubblico. Negando il credito al settore pubblico si mette in discussione il ruolo dello stesso Stato.”

 

 

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