20 novembre 2019
ore 14:11
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In Consiglio dei Ministri approva decreto fiscale e legge di Bilancio 2020, la tassa sulla fortuna arriva al 25%

Un lungo e «impegnativo» Consiglio dei ministri dà il via libera, salvo intese, a una legge di bilancio da circa 30 miliardi e al decreto fiscale. L'accelerazione arriva a sorpresa, a ridosso di una riunione che avrebbe dovuto approvare solo il Documento programmatico di bilancio da inviare all'Ue. Poi il Cdm dura quasi sei ore. Si discute norma su norma. Il provvedimento, ancora in bozza, indica punto per punto una serie di misure allo studio, con tanto di costo e di resa. Inizialmente si era parlato di nuove tasse su giochi e sigarette. I balzelli sui primi sono già previsti, quelli sulle seconde potrebbero arrivare con la legge di bilancio. Sale intanto la ...
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In Consiglio dei Ministri approva decreto fiscale e legge di Bilancio 2020, la tassa sulla fortuna arriva al 25%

Un lungo e «impegnativo» Consiglio dei ministri dà il via libera, salvo intese, a una legge di bilancio da circa 30 miliardi e al decreto fiscale. L’accelerazione arriva a sorpresa, a ridosso di una riunione che avrebbe dovuto approvare solo il Documento programmatico di bilancio da inviare all’Ue. Poi il Cdm dura quasi sei ore. Si discute norma su norma.

Il provvedimento, ancora in bozza, indica punto per punto una serie di misure allo studio, con tanto di costo e di resa. Inizialmente si era parlato di nuove tasse su giochi e sigarette.

 

I balzelli sui primi sono già previsti, quelli sulle seconde potrebbero arrivare con la legge di bilancio.

Tassa sulla fortuna – Sale intanto la ‘tassa sulla fortuna’: per slot, Gratta&Vinci e giochi numerici a totalizzatore nazionale, il prelievo sulle vincite superiori a 500 euro passerà dal 12% al 15%. Ma è il primo di cinque scaglioni che, in media, alzano la quota che spetta allo Stato: la più alta è quella che prevede di ‘trattenere’ nella casse pubbliche un quarto dei premi da oltre 10 milioni di euro.

L’imposta che oggi si applica alla parte delle vincite superiori a 500 euro, nella misura fissa del 12%, sale al 15%, e con un sistema a scaglioni di aliquote crescenti arriva a toccare il 25%. La norma sarà applicabile dal 1 maggio 2020 per consentire i necessari adeguamenti tecnologici dei sistemi. I maggiori introiti dello Stato sono stimati in 93,6 milioni di euro l’anno, pertanto nel 2020 il gettito previsto è pari a 55 milioni di euro.

 

Anche la lotta all’evasione fiscale ha degli aspetti legati al gioco. Per incentivare i clienti a chiedere gli scontrini, e i commercianti a emetterli, oltre alla lotteria arrivano i premi a estrazione riservati sia ai consumatori sia ai negozianti, quando per i pagamenti siano state usate carte o bancomat. Per i premi della nuova lotteria lo stanziamento previsto è di 70 milioni di euro. Le transazioni digitali sono un refrain della manovra, che introduce multe da 30 euro (più il 4% del valore della transazione) per i commercianti e i professionisti che non le accettino.

 

Stretta sui giochi, anche attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.

 

 

PressGiochi

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