28 Settembre 2020 - 04:31

Imprenditori Ippici Italiani: “Il Mipaaf è l’unico responsabile della gravissima situazione del comparto ippico”

Con le parole di certi politici poi ci si trova al fallimento e questo avviene ormai da troppi anni nel settore ippico. Sono ancora ben impresse nelle nostre teste le

22 Giugno 2015

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Con le parole di certi politici poi ci si trova al fallimento e questo avviene ormai da troppi anni nel settore ippico. Sono ancora ben impresse nelle nostre teste le parole di estremo conforto e di ottimismo espresse in più occasioni dall’Ex Ministro De Girolamo e dal Sottosegretario Castiglione. Come spiega una nota degli Imprenditori Ippici Italiani, parole che poi si sono dimostrate totalmente non seguite dai fatti che invece hanno purtroppo dato continuità alle gestioni deprecabili degli ultimi anni dell’Unire targata Panzironi e dal “governicchio” Assi targato Ruffo. Sempre peggio, quindi, e tutto sulla pelle di chi continua a mettere i soldi nel settore per esercitare la propria professione e per coloro che, nonostante tutto, ancora sono animati da una sana passione verso il nostro mondo. Ma la vergogna continua ed è sotto gli occhi di tutti.
L’apporto dei rappresentanti politici attuali consiste in imbarazzanti silenzi (Ministro) o vuote promesse (Sottosegretario).
L’impegno massimo lo hanno indirizzato verso il controllo ed il mantenimento di centri di “potere” che permettono di distribuire nomine.
Il bene comune della filiera, per loro, è secondario rispetto alla possibilità di creare meccanismi che generino consenso attraverso una “concessione” di quanto è invece obbligatorio.
Lo stile politico del Mipaaf sembra rimasto al secolo scorso, impermeabile al cambiamento.

Le Aziende del settore non possono permettersi di essere prese in giro con toni da campagna elettorale e con inutili promesse. Parliamoci chiaro: il responsabile del fallimento dell’ippica italiana si chiama Mipaaf e che non vengano a raccontarci storie! Giù le mani dal settore ippico, non possiamo accettare che vengano accampate scuse per giustificare incapacità gestionali ormai evidenziate palesemente.
Questa politica ha prodotto in due anni solo ritardi, tagli ed inadempienze, pertanto la risposta deve essere una sola: basta, vogliamo il cambiamento!

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