21 Settembre 2020 - 01:55

Imprenditori Ippici. Andiamo avanti aperti al dialogo

Senza una Riforma a “portata di mano” bisogna lavorare da subito sulle numerose criticità e trovare soluzioni concrete. Le Aziende dell’allevamento, le Scuderie e tutti coloro che ogni giorno mettono,

29 Giugno 2015

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Senza una Riforma a “portata di mano” bisogna lavorare da subito sulle numerose criticità e trovare soluzioni concrete. Le Aziende dell’allevamento, le Scuderie e tutti coloro che ogni giorno mettono, nell’ambito del proprio ruolo, a disposizione il proprio tempo ed i propri capitali devono essere al centro del sistema e non dipendere da centri di potere non controllati e non controllabili che ancora oggi non vedono minimamente intaccate le loro spettanze.

Coloro che non credono nell’ippica italiana, non si impegnano e non investono devono essere tagliati fuori. Non abbiamo più tempo, ne risorse, per sopportare atteggiamenti demagogici e pretese di assistenzialismo. Chi indica nel sottostare al Ministero la strada per la sopravvivenza del settore è un illuso oppure “gioca sporco”, il Mipaaf ha mille volte dimostrato di non essere in grado di gestire il settore e le risorse destinate all’ippica attraverso il Mipaaf non sono e non saranno assolutamente certe. Noi continuiamo a lavorare ed a credere nel progetto Lega Ippica Italiana in attesa che il Governo ci indichi quali saranno le strade percorribili.

Non buttiamo via niente del grande lavoro svolto ma siamo pronti a mettere tutto in discussione e cambiare rapidamente quello che non è stato recepito al patto che non si scenda a compromessi col vecchio sistema del “mangia mangia”. Rappresentiamo le più importanti Aziende del settore, del galoppo e del trotto, e crediamo di meritare rispetto anche dai portavoce di quelle “vecchie associazioni” che tanto poco hanno fatto per impedire di arrivare al crollo del settore.

Queste Aziende vogliono un cambiamento forte, esattamente quello che le cosiddette “associazioni”, che in alcuni casi non si capisce chi stiano rappresentando, non sono mai state capaci neppure di immaginare.

Le nostre Aziende non vogliono un Padrone ma un sistema serio e giusto che funzioni per il bene di tutti quelli che lavorano e investono nell’ippica italiana. Troviamo assurdo vedere scontri tra “fratelli” all’interno del settore, riteniamo che i nemici dell’ippica non siano certamente ne gli allenatori, ne i guidatori, ne gli ippodromi ma che il problema sia altrove. A disposizione fin da subito per continuare l’impegno sull’immenso lavoro che ci aspetta.

 

PressGiochi