08 aprile 2020
ore 08:06
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Il sindaco di Reggio Emilia Vecchi e le sue (a)morali generalizzazioni sulle vlt

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Il sindaco di Reggio Emilia Vecchi e le sue (a)morali generalizzazioni sulle vlt

In questi giorni, come è noto, sul comune di Reggio Emilia si è abbattuta una vera e propria bufera con il sindaco Vecchi accusato dal Movimento Cinque Stelle locale di aver comprato in passato una casa per la moglie che poi è risultata appartenere ad un elemento della ‘ndrangheta coinvolto nell’inchiesta Aemilia.

Non analizzeremo oltre una vicenda che è di dominio pubblico con i pentastellati che addirittura hanno richiesto le dimissioni. Quello che vorremmo sottolineare sono alcune dichiarazioni con le quali il primo cittadino ha voluto ribadire la sua moralità. “Il sottoscritto, a quella gente (gli appartenenti delle cosche, ndr.) sta rompendo i coglioni. Con la stretta sul regolamento edilizio che oggi rende impossibile, ad esempio, comprare casa da uno che non sia in regola con il certificato antimafia, con i protocolli sulla legalità firmati d’intesa con la prefettura e con le battaglie legali per la confisca del maneggio di un boss piuttosto che contro il proliferare delle sale vlt».

 

Una evidente e grave generalizzazione che accosta tutti i gestori e tutto l’ambiente del gioco a personaggi collusi con le cosche, come dire banalmente “sono tutti mafiosi” .

 

Inoltre, secondo queste parole, combattere coloro che lavorano con le vlt, “tutti gli operatori del gioco” sarebbe, di per se, un segno di “indiscussa onestà”. Un caso? No. In un’altra dichiarazione simile, sempre elencando le azioni che attesterebbero la sua indiscussa moralità, ha detto: “abbiamo continuato la battaglia sulle Vlt, a colpi di contenziosi da 30-40mila euro in tribunale, vincendo le cause. Abbiamo sequestrato beni immobili, frutto di abusi, a soggetti implicati nella stessa inchiesta Aemilia”.

Stessa superficiale generalizzazione che discredita un intero settore.

In questi giorni abbiamo più volte cercato di ottenere una dichiarazione dal sindaco, o dal suo entourage cercando di contattarlo ripetutamente attraverso il suo ufficio stampa, spiegando in maniera dettagliata quello che pensiamo di queste incaute dichiarazioni.

 

Quello che ci aspettavamo era una semplice risposta “di routine”, una risposta (citando lo stesso Vecchi) di “dialettica politica”, dove poteva e doveva spiegare che le sue parole erano (magari) riferite ad alcuni casi locali nei quali il comune, si è scontrato, o si sta scontrando, con presunti “soggetti mafiosi”, ma la risposta è stata semplicemente un impietoso “no, grazie, non ci interessa”.

La morale di questo atteggiamento è semplice, non solo la maggioranza del comune di Reggio Emilia ha chiaramente “fatto di tutta l’erba un fascio” accusando implicitamente anche persone oneste che lavorano con le vlt, ma ha anche incluso con questo atteggiamento la stampa di settore, quindi anche noi di PressGiochi che cerchiamo di fare informazione con un doveroso e deontologico distacco professionale.

Inoltre queste “generalizzazioni” di Vecchi sono ancora più gravi in quanto, come ribadito, fanno parte di un suo discorso, quasi pedante, nel quale afferma che i grillini “non sono gli unici detentori della moralità”. Un parola questa molto, forse, troppo “grande” che probabilmente dovrebbe essere usata solo dopo un’attenta riflessione interiore. Non prendiamoci in giro, siamo tutti perfettamente coscienti che nel nostro ambito esistono casi di infiltrazioni mafiose, li conosciamo perché li riportiamo puntualmente, ma “il marcio” è ovunque: nella politica, nello sport, nel giornalismo e in tanti altri settori, quindi cerchiamo di non cadere nella banale retorica.

 

Però crediamo che allo stesso tempo esistono persone che vogliono semplicemente lavorare e pretendono una maggiore attenzione e una più capillare ed adatta copertura legislativa proprio per scongiurare il rischio di infiltrazioni mafiose. Nessuno di noi ovviamente è un santo, ma se, svegliandoci la mattina, dovremmo pensare che tutto è marcio nel nostro lavoro e nelle nostre istituzioni tanto vale non svegliarsi affatto.

 

Stefano Mattei – PressGiochi

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