18 Agosto 2022 - 21:42

Il rischio del gioco online per i minori: non servono sanzioni ma interventi culturali

In tema di giochi, emerge l’estrema frammentarietà degli interventi legislativi e, in particolare, alcuni settori, come il gioco online, risultano ancora deregolamentati.  I giochi on-line con vincite in denaro, tuttavia,

29 Giugno 2022

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In tema di giochi, emerge l’estrema frammentarietà degli interventi legislativi e, in particolare, alcuni settori, come il gioco online, risultano ancora deregolamentati. 

I giochi on-line con vincite in denaro, tuttavia, oltre ad essere vietati dalla legge e a costituire vere e proprie ipotesi di reato, espongono i minori a rischi che, per età e maturità, non sono in grado di gestire.

Sono frasi come queste che compaiono nell’interrogazione presentata ieri dall’onorevole di Forza Italia Luigi Casciello, membro della Commissione istruzione della Camera e del Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione.

Frasi sulla deregolamentazione che fanno saltare in piedi ogni buon conoscitore del settore giochi, tanto più se si parla di giochi online (considerati tra i più regolati in Europa) che, a detta dello stesso direttore generale di ADM, Marcello Minenna, sono tra i più normati e permettono un controllo completo grazie al sistema realizzato con Sogei.

Sono condivisibili invece, le preoccupazioni del deputato quando parla di rischio sui minori. Casciello considerando che “non sono apparse sufficienti le misure sino ad ora adottate” auspica l’adozione di una “più stringente regolazione della materia, attraverso la specificazione dell’obbligo per tutte le figure a vario titolo operanti nella filiera del sistema gioco di predisporre sistemi tecnici volti all’identificazione degli utenti e al controllo dei dati anagrafici e fiscali di una previsione espressa di precise responsabilità civili/penali dei fornitori di servizi”.

Abbiamo per questo deciso di intervistarlo per approfondire alcune questioni.

Intervista di Giampiero Moncada

Onorevole Casciello, nella sua interrogazione fa riferimento al disegno di legge delega che dovrebbe assegnare al Governo il compito di riformare l’intero settore in modo organico. E cita il sottosegretario Federico Freni il quale ha detto che con questo provvedimento “ci si propone di regolamentare il gioco online come fenomeno del futuro nel rispetto delle fasce deboli, contrastando il gioco illegale e assicurando l’eliminazione dei rischi connessi al disturbo da gioco d’azzardo”.

“I giochi con vincita in denaro sono vietati dalla legge, ma sappiamo che i minori attraverso il web possono accedere regolarmente. Quindi bisogna che l’Agenzia delle accise, dogane e monopoli verifichi i regolamenti concreti e le modalità di realizzazione tecnica per un controllo in questo senso”.

Ma attualmente quali sono le misure messe in campo?

“Di recente, la Presidenza del Consiglio ha ricevuto un disegno di legge delega che riguarda un riordino generale del settore. E nel disegno di legge non mi sembra che ci siano adeguati riscontri. Anche se mi rendo conto che non è facile, perché controllare il web è la cosa più complicata del mondo. Quindi mi chiedo: quali misure, tecnicamente, il ministero ritiene che si possano mettere in atto? “

In pratica, lei non propone delle misure da applicare ma chiede che vengano individuate dal ministero.

“Certo. Perché nella legge delega non c’è alcuna misura in questo senso. La normativa prevede il divieto ma non c’è la possibilità di controllo”

Quindi, un operatore con concessione dei Monopoli cosa dovrebbe fare per tutelare i minori?

“Dovremmo prevedere una serie di sanzioni molto pesanti. Come avviene già per la vendita di alcoolici”.

Ma lei ritiene che un ragazzo che va sul sito di un qualsiasi operatore “.it” (quindi con concessione dei Monopoli) possa giocare senza alcuna difficoltà?

“Guardi, la ludopatia è diventato un fenomeno abbastanza importante. Da qui non solo la mia iniziativa ma anche le attività di diverse associazioni che hanno denunciato il fenomeno. Perché i minori forniscono all’operatore dati non reali. Mi rendo conto che il meccanismo è complesso, ma se si prevedono sanzioni maggiori…”

Ma, scusi, l’operatore chiede un documento, per verificare l’identità del giocatore, no?

“Non mi risulta. Forse i più seri. Ma sa quanti siti di gioco ci sono?”

Tantissimi, ma forse si riferisce agli stranieri che non hanno concessione italiana. E su quelli l’Adm, anzi le leggi italiane, non possono certo intervenire. Tutto quello che possono fare, e che già fanno, è l’oscuramento del sito. Che un ragazzo supera con la massima facilità.

“Io chiedo all’Adm di intervenire, dato che il fenomeno purtroppo non è sufficientemente regolamentato; come succede già per i tabaccai che non possono vendere le sigarette ai minori.

Il mondo del web è in continua evoluzione e io mi domando: c’è la possibilità di un ulteriore intervento per tentare di drenare questo fenomeno? L’Adm potrebbe dire: “tecnicamente non si può fare di più”. E allora bisognerà incentivare delle campagne di informazione, fare dei processi educativi. Insomma, un’operazione culturale. E l’Adm dovrebbe farsene carico”.

Ma lei nell’interrogazione sostiene che il settore del gioco online “è deregolamentato”. Eppure, le procedure sono considerate anche all’estero fra le più rigide.

“Io ipotizzo l’obbligo di identificazione degli utenti non solo per il concessionario ma anche per tutte le figure che a vario titolo sono operanti nella filiera. In tutta la filiera. Perché qualche buco c’è. Il fenomeno è oggettivamente crescente. E siccome è difficile immaginare che siano tutte situazioni truffaldine e domestiche, allora un buco ci deve essere da qualche parte. Altrimenti il fenomeno non si sarebbe diffuso”.

 

PressGiochi

Fonte immagine: www.politicanews.it