15 ottobre 2019
ore 16:30
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Il Progetto AMATT per combattere il fenomeno del Match Fixing

Le partite truccate sono ancora uno dei principali flagelli dello sport contemporaneo, minandone l'integrità e la credibilità, distruggendo i suoi valori fondamentali e intaccandone il ruolo sociale ed economico. Gli interessi della criminalità organizzata in questo campo sono notevoli, soprattutto in chiave di riciclaggio di denaro, e convolgono trasversalmente tutti i paesi nei quali le scommesse sono legalizzate. Un fenomeno che richiede quindi la massima attenzione da parte delle autorità di governo e di controllo, con un coordinamento transnazionale che si occupi anche della formazione delle figure alla guida dei vari organismi ...
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Il Progetto AMATT per combattere il fenomeno del Match Fixing

Le partite truccate sono ancora uno dei principali flagelli dello sport contemporaneo, minandone l’integrità e la credibilità, distruggendo i suoi valori fondamentali e intaccandone il ruolo sociale ed economico.  Gli interessi della criminalità organizzata in questo campo sono notevoli, soprattutto in chiave di riciclaggio di denaro, e convolgono trasversalmente tutti i paesi nei quali le scommesse sono legalizzate.

Un fenomeno che richiede quindi la massima attenzione da parte delle autorità di governo e di controllo, con un coordinamento transnazionale che si occupi anche della formazione delle figure alla guida dei vari organismi sportivi.

 

Da qui la nascita del Progetto AMATT (Anti Match Fixing Top Training), fondato da Erasmus+ Programme e l’Unione Europea, che oggi a Roma, nel Salone d’Onore del Coni, ha convocato numerose figure chiave provenienti dall’area europea per fare il punto della situazione e lanciare le nuove azioni e politiche, rivolte alle massimi istituzioni comunitarie e ai governi nazionali, per combattere la frode sportiva  in modo efficiente.

 

Da parte della UE diversi sono stati gli interventi in materia, a cominciare dalla Convenzione del Consiglio d’Europa (2014) sulla manipolazione delle competizioni sportive, per proseguire con le risoluzioni UNCAC delle Nazioni Unite 7/8 (2017) e 73/190 (2018) su Sport e corruzione e il piano d’azione di Kazan dell’UNESCO.

A fronte di questa rilevante minaccia, però, si riscontrano ancora due problematiche di fondo: evitare che la questione sia affrontata senza specifiche competenza da parte del management delle entità direttamente coinvolte; scongiurare il rischi, che le combine in campo sportivo siano considerate fenomeni isolati ed affronte con superficialità, con iniziative estemporanee, magari applicando una “formula magica” che si ritenga valida in ogni situazione.

 

Infatti, come affermato dalla International Betting Integrity Association, sebbene ora si abbia a disposizione un set più strutturato di strumenti e strategie anti-truffa, il matchfixing e le scommesse illegali sembrano inarrestabili.  Nel secondo trimestre del 2019 si sono verificate un totale di 51 segnalazioni di match fixing. I dati sono relativi ad 8 sport, in netto aumento rispetto al primo trimestre dello stesso anno (+38%) ma in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2018 (-43%); 25 le segnalazioni giunte dall’Europa, di cui una proveniente dall’Italia e relativa al tennis. Proprio questo sport ha fatto registrare il triste primato di segnalazioni, seguito dal calcio (18).

Ebbene, tutto ciò va affrontato con un dialogo peer-to-peer, con un continuo scambio di informazioni fra enti sportivi, autorità statali, istituti di ricerca, organizzazioni senza scopo di lucro, fino a creare il modelo ideale di PPP (Private Public Partnership), improntato sulla massima interattività.

L‘Italia – che insieme ad Austria, Portogallo, Slovenia e Spagna sta sperimentando il oprogetto AMATT – è stato il primo paese EU a introdurre il reato di frode sportiva (1989). Da allora il legislatore ha inasprito le sanzioni penali, consentendo, di fatto, indagini ancora più pervasive. Parallelamente, in considerazione della necessità di monitorare e scambiare informazioni tra le Forze di Polizia e gli Enti Pubblici interessati sono stati istituiti – come previsto dal Decreto del Ministro dell’Interno n. 11001/148 del 15 giugno 2011, rinnovato il 31 luglio 2017 – l’Unità Investigativa Scommesse Sportive (U.I.S.S.) e il Gruppo Investigativo Scommesse Sportive (G.I.S.S) presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale. Della Unità, oltre ai rappresentanti delle Forze e degli Organismi investigativi di polizia, fanno parte anche un rappresentante del CONI e uno della Federazione Italiana Giuoco Calcio e la ADM.

La conferenza internazionale AMATT  ha quindi creato una nuova opportunità di condivisione delle conoscenze per le principali parti interessate a livello europeo, anche col diretto coinvolgimento dei media, grazie al contributo di esperti di organismi quali Coni, Transparency Int. Portugal, Comitato Olimpico Internazionale, Interpol, GISS, Int. Betting Integrity Association, Università Cattolica, Associazione Europea di studi sul gambing (EASG), ecc.

 

 

MC-  PressGiochi

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